Carfagna, dove sei? Civiltà, dove sei? C’è Nessunoooooooo?

Capisco che i problemi legati alla giustizia del nostro Premier (le dimensioni del font rappresentano a mio avviso l’attuale effettiva proporzione delle forze in gioco) siano infinitamente più importanti, ma quoto integralmente il post di oggi di Loredana Lipperini:

Notizie su cui chiedere prese di posizione e quant’altro  alla ministra per le pari opportunità.

Uno.
L´epidurale per il parto indolore e la vaccinazione per le ragazzine tra gli 11 e i 12 anni contro il papilloma virus, responsabile del tumore all´utero, non saranno più gratuite. Insieme ad altre decine di prestazioni sanitarie sono state tolte dai Livelli essenziali di assistenza (i Lea) cioè quelle attività che le Regioni sono obbligate ad erogare ai cittadini senza farli pagare. Al governo mancano i soldi per rimborsarle: le amministrazioni locali sono libere di assicurarle comunque, ma a proprie spese. In poche ce la faranno.

Due.
Picchiata a calci e pugni mentre tornava a casa. «Gay di m…», le ha urlato in faccia l´assalitore prima di scappare lasciandola, tramortita e dolorante, riversa sul marciapiedi. Un´altra storia di intolleranza verso gli omosessuali ambientata nella capitale e partita dalla storica “Gay street” di via San Giovanni in Laterano che, in questi giorni, è al centro di accese polemiche perché la richiesta di pedonalizzazione è stata respinta dal municipio.
La vittima, D. S., è una ragazza lesbica, studentessa fuorisede, che lavora al “Coming Out”, uno dei ritrovi gay più conosciuti di Roma.

Per esempio.

C’è nessuuunooooo?

Retro ZeroDue

Retro ZeroDue non mi è piaciuto, e non è piaciuto neppure agli amici che sono venuti con me. Non ho capito bene qual è il passato che lo accomuna a Retro di viale Marconi (anzi, se qualcuno lo sa, me lo può raccontare nei commenti?), ma mentre in viale Marconi andrei a spendere i miei ultimi quattrini, qui da Retro ZeroDue non lo farei affatto. I punti in comune tra i due ristoranti si fermano all’arredamento e al menu del giorno scritto su una lavagna in sala. Stop.

Intendiamoci: non è che si mangi male, è semplicemente che i piatti non mi hanno per niente esaltato, soprattutto rispetto al prezzo. Continue reading “Retro ZeroDue”

Ouzerì

[Benvenuto a Robie06 nel gruppo dei recensori di SecondoMe.com! Questa recensione è comparsa per la prima volta sul suo blog]

La Grecia, volente o nolente, è una nazione “cardine” per i miei ultimi 9/10 anni, e Sonia era già da un po’ che mi chiedeva di andare a mangiare Greco.

Dopo una breve ricerca, abbiamo deciso di andare a mangiare a Trastevere, il ristorante scelto è stato “Ouzerì”.

La posizione del ristorante è invidiabile, parcheggiando sul lungo tevere all’altezza del ponte di ferro Palatino (o ponte inglese, l’isola tiberina per i non romani) a piedi saranno non più di 500m.

Il primo impatto non è stato dei migliori, perchè quando siamo arrivati (alle 8.40) i 40 posti del ristorante erano vuoti, nel corso della serata si è comunque riempito, e a fine serata abbiamo potuto capire il motivo.

Il ristorante, a parte qualche chiaro riferimento alla grecia e il sottofondo musicale inconfondibile, potrebbe benissimo sembrare una vecchia osteria trasteverina Continue reading “Ouzerì”

BookCamp

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Domani sarò al BookCamp, a Rimini, partire dalle 16.

Che il programma sia interessantissimo è evidente.

Che lo standing dei partecipanti sia superlativo è palese.

Ma quello che trovo geniale è il motto, ad opera di Mario Guaraldi.

Se venite, ci si vede lì!

Sei anni, quattro mesi, nove giorni – Vite parallele

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Il 23 febbraio 2002 lavoravo tranquillamente all’università, facevo esperimenti in galleria del vento mettendo a frutto le conoscenze di aerodinamica acquisite durante il corso di laurea.

Il 23 febbraio 2003, dopo aver iniziato a lavorare al SanPaolo IMI come valutatore di progetti di Ricerca e Sviluppo, mi trovavo a Napoli per un corso. Sono rimasto lì per un mese circa, ed è stato un periodo molto divertente.

Il 23 febbraio 2004 forse mi trovavo a Torino. Da due anni io e la mia fidanzata di allora facevamo i pendolari tra la capitale sabauda e quella pontificia. Stancante ma divertente.

Il 23 febbraio 2005 mi stavo riprendendo dallo shock di essere stato lasciato dalla fidanzata (anzi, più politically correct: di aver deciso di lasciarci). E di lì a poco mi iscrissi al corso di Scrittura Creativa di Cinzia Tani, che mi avrebbe cambiato la vita.

Il 23 febbraio 2006 dopo un viaggio negli Stati Uniti poco avventuroso ma molto divertente (se per “divertente” intendete dormire in 4 cristoni pelosi dentro un doppio letto matrimoniale in un Motel6 nei sobborghi di Washington in pieno agosto), avevo da poco avuto la conferma che la mia vita sarebbe cambiata. In meglio.

Il 23 febbraio 2007 stavo vivendo in pieno la ristrutturazione aziendale del mio nuovo datore di lavoro, la BNL, acquisita da poco da BNP Paribas. Mesi di incertezza terribile sul mio futuro professionale, con l’orribile sensazione di non poter fare nulla per determinarlo.

Il 23 febbraio 2008 avevo da pochi giorni salutato Paola in partenza per Palermo. Una partenza in nave, struggente come tutte le partenze in nave. Da poco avevamo festeggiato il nostro primo anno di convivenza, tanto facile a realizzarsi quanto difficile ad immaginarsi.

Oggi mi sto preparando ad una grande scelta, ma di questo ve ne parlerò in un altro momento… Tra l’altro, è stato il ventisettesimo compleanno di mio fratello. Abbiamo festeggiato allegramente in famiglia, tra porzioni pantagrueliche di pasta al forno e candeline che hanno storpiato una torta inacidita.

Il 23 febbraio, Ingrid Betancourt è stata rapita dalle FARC.

Oggi è stata liberata.

Sei anni, quattro mesi, nove giorni sono molto lunghi.

Bentornata, Ingrid!

Se i miei lettori mi smentiscono, allora la mia non è una guida seria! Con buona pace delle conversazioni dal basso

“Allora Caro Marco se vuoi fare un lavoro amatoriale, serio e utile non puoi mettere in rete giudizi smentiti dai tuoi stessi lettori.
Vabbene, non era autopromozione ma cattiva recensione questo si.
Alla prossima, senza rancore :-)”

Questo è il consiglio (non richiesto) che stasera mi ha dato sul suo blog, Stefano Bonilli, fondatore del Gambero Rosso.
Me lo appunto qui, tanto per ricordarmi cosa non voglio che diventi SecondoMe.com (e per non affogare con inutili flame un post nato per altri scopi).

Caro Bonilli, voglio fare un lavoro amatoriale, serio e utile, e proprio per questo metto in rete giudizi smentiti dai miei stessi lettori.

Se volete vedere la discussione che ha portato alla chiosa, con tanto di pesci in faccia che mi sono preso dall’autore del post e dai lettori di passaggio, la trovate qui.

Per riassumerla dal mio punto di vista:

  • Come forse già sapete su www.secondome.com ho un blog dove io e alcuni amici recensiamo ristoranti e trattorie qui a Roma. Locali che sono sia postacci che posticini, e tutti con conti finali difficilmente sopra i 50 euro. Sono pochi, una settantina in tutto, ma quando li scriviamo ci mettiamo tutta la nostra passione.
  • Su Papero Giallo, il blog di Bonilli, esce un post il cui contenuto condivido.
  • Allora commento, un commento come centinaia che capita di fare sui blog, forse privo di effettiva sostanza, nel quale prima dico chi sono e cosa faccio e poi dico che sono sostanzialmente d’accordo.
  • Torno la sera a casa e scopro che il mio commento è stato considerato spam e che, tutto sommato, di ristoranti non ci capisco una mazza.
  • Rosico, più per il fatto di essere considerato uno spammer che per altro. E lo scrivo. Al che, la risposta di Bonilli.

Quello che io credo in merito non è né nuovo né originale, e si può chiamare “valorizzare le conversazioni dal basso”:
se scrivo recensioni e miei stessi lettori mi smentiscono, ne sono contento, perché dando spazio anche a voci diverse dalla mia si può creare una discussione che può far maturare un’opinione nel visitatore successivo o può contribuire a far cambiare la mia.
E ad ogni modo, soprattutto in una sedicente guida quale è il mio blog, la discussione aiuta a non “far piovere” i giudizi ma a “farli formare”.

E’ chiaro che il mio non è e forse non diventerà mai un prodotto vendibile, e proprio per questo non è valutabile con gli stessi parametri di Oggettività, Scientificità e Professionalita di una qualunque Guida Blasonata, ma non è per questo che è nato.

Quelle che ho scritto sono ovvietà. Anzi, evidentemente, no.

Alla prossima, senza rancore 🙂