La Penna d’Oca

Ora, io non è che mangi tutti i giorni in ristoranti da 70 euro a persona, in effetti neppure una volta al mese. Diciamo che succederà una-due volte all’anno.

Ma quando succede, forse in modo provinciale, mi aspetto di restare incantato e stupefatto. Al ristorante la Penna D’Oca non è purtroppo stato così.

Incoraggiato dalle recensioni positive, ho deciso di festeggiare il primo anniversario di matrimonio portando Paola in questo piccolo ristorante, da una quarantina di posti, a due passi da Piazza del Popolo.

Non posso dire che siamo rimasti delusi, ma di certo non siamo rimasti soddisfatti. Ecco il ritratto in chiaroscuro:
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Taki

(Recensione originale su Youkoso Italia – Sodalizio Youkoso Italia – SecondoMe)

Il locale è proprio accanto a piazza Cavour, in una stradina affluente la piazza.

Entrando nel locale, dove non avevamo prenotato, restiamo colpiti subito dall’estetica del locale, che non ci lascia dubbi: il piu bel locale in ambiente asiatico della Capitale. Lo stile in minimal fusion asiatico è veramente ben fatto gradevole e la presentazione del personale di sala evidenzia subito che il locale vuole salire sopra la media classica dei locali di cibo giapponese. Continue reading “Taki”

Osteria Bonelli

E con questa recensione diamo il benvenuto al mio amico Andrea tra i recensori ospiti di SecondoMe!

L’osteria Bonelli è una piccola osteria romana a due passi dalla Casilina, zona Torpignattara. Il locale farà non più di trenta coperti; d’estate quando è bel tempo i due ragazzi che gestiscono il posto (due fratelli, Patrizio e Simone) mettono qualche tavolino fuori, allora si arriva ad una quarantina. La cucina è quella tradizionale Romana.

Il menù non è fisso: Continue reading “Osteria Bonelli”

Parnassus

Bello, Bello, Bello.

Giovedì scorso ho potuto vedere l’anteprima di Parnassus grazie a Ford, ottimamente supportata da Digital PR.

Una meraviglia di film, fatevi del bene e andate a vederlo, perché questa volta Terry Gilliam ha colto nel segno.

E’ un film con vari livelli di lettura: dietro la storia costruita come un orologio con i suoi punti di svolta e punti di rottura, c’è una favola sulla forza dell’Amore (Amore sensuale, Amore amicale e Amore filiale), ma ancora più in fondo c’è l’impietosa narrazione della miseria della condizione umana, costantemente in preda ai propri desideri, e ancor di più è un’amara constatazione dell’ineluttabilità del proprio destino.

A prescindere da questo, quello che più mi ha colpito è che dal primo all’ultimo minuto ci si trova immersi in una  finzione creata con tale mestria da far accettare i (molti) passaggi magici come fossero totalmente naturali. Difficilmente ho visto film che, non appena sconfinano nell’onirico, non diventino noiosi o fastidiosi. Questo è differente, quando si vedono situazioni logicamente incogruenti viene da pensare “ma è proprio così che succede nei miei sogni!”. Ed è una bella sensazione.

E infine: ve li ricordate i pannelli cartonati animati delle scenografie che Gilliam faceva ai tempi dei Monty Python?
Ecco, qui prendono vita e raggiungono l’apoteosi, una pura goduria estetica, quasi commovente.

Provare per credere!