Dragon Trainer

Lunedì sera sono stato tra i fortunati a partecipare all’evento organizzato da Universal e dalle ragazze di GGD Roma: la proiezione di Dragon Trainer 3D nella sede della Universal.
Il film, preceduto da un’interessante introduzione alla tecnologia 3D tenuta da Davide della Casa di Screenweek, è gustoso e godibilissimo, al di là degli effetti speciali.
La storia la potete leggere ovunque in Rete, quello che vi voglio dare qui è la mia sensazione: sono quasi due ore di puro entertainment, durante le quali, e ultimamente mi capita pochissimo, sono riuscito a staccare completamente la spina pur senza spegnere il cervello.
Insomma, fosse anche solo per questo, per non parlare dei draghi, dei vichinghi, delle spacconate e dell’umorismo strisciante, vi consiglio vivamente di andarlo a vedere!

Enosteria

UPDATE!

Enosteria da qualche tempo ha chiuso. Lasciamo la recensione ad uso e consumo dei posteri.

Al posto di Enosteria ha aperto un nuovo locale con una nuova gestione: La tana del Gusto. I nostri migliori auguri ai proprietari!

 

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Enosteria, sulla Tuscolana all’altezza di Via Giulio Agricola, è un indirizzo da tenere a mente se ci si trova in zona.

Siamo andati a provarla incuriositi dalle lodi intessute da un nostro amico, assiduo frequentatore, nei confronti della carbonara di pesce. Ne siamo usciti con la certezza di aver trovato un buon ristorante di pesce (fanno anche carne, ma non l’abbiamo provata) da tenere presente per il futuro. Continue reading “Enosteria”

Riso con verdure croccanti al wok

Ultimamente vado matto per questo piatto, semplicissimo da preparare, a patto di aere la pazienza di fare le verdure a cubettini piccolissimi. Solo così, infatti, è possibile cuocere velocemente nel wok e tenere il tutto croccante e cotto al punto giusto.

Ingredienti (per due persone):

  • 160 g di riso Basmati
  • 2 carote medie
  • 1 zucchina grande
  • 1 peperone rosso piccolo
  • 1 scalogno
  • 1 scatoletta di germogli di soia
  • salsa di soia

Mettere l’acqua per il riso a bollire, nel frattempo lavare le verdure e tagliarle a cubettini piccolissimi.

Nel frattempo, l’acqua inizierà a bollire. Aggiungere il sale e versare il riso, che non andrà mai toccato. Cuocere per 7 minuti.

Negli stessi 7 minuti, riscaldare dell’olio nel wok e versare le verdure a cubettini. Rimestare più volte tenendo la fiamma alta.

Scolare il riso e versare nel wok aggiungendo soia a piacere (per i miei gusti, bastano tre cucchiai). Saltare il tutto per un minuto.

Impiattare e gustare!

Albaruja

Se da viale Marconi ci si dirige verso Porta Portese, appena oltrepassato il sottopasso ferroviario di piazza della Radio, quasi non lo si nota, nascosto dal muraglione della vecchia linea FS per Viterbo, in una costruzione bassa che si perde in mezzo ai palazzoni che caratterizzano (purtroppo) questo angolo di città. E devo dire che in 30 (e rotti) anni di vita trascorsi da queste parti, ci sono passato davanti migliaia di volte, senza mai entrare. Poi accade che qualcuno ti ci porti a cena e scopri che potevi anche svegliarti un po’ prima.

Albaruja è un ristorante di cucina sarda, in primis. Il menu è fortemente concentrato su tutto ciò che viene dal mare, pesce, molluschi, crostacei. Sautè di cozze e/o vongole, alici marinate, ostriche, polpo bollito (tenerissimo), come antipasti, accompagnati da una focaccia bianca appena sfornata. La scelta di primi prevede specialità sarde (pasta con bottarga, gnocchetti alla campidanese, spaghetti alla vernaccia) accanto a piatti più tipicamente romani (le classiche carbonara e amatriciana), tanto per non dimenticare che stiamo a 500 m da Trastevere e Testaccio. Secondi di carne e (soprattutto) di pesce, fra i quali vi segnalo un ottimo rombo al forno con patate. Dessert classici, il tiramisù è fatto in casa ed è discretamente “carico”. Continue reading “Albaruja”

Una cena leggera e tre nuove ricette: Spinaci-saltati-tipo-quelli-che-ho-preso-da-Palatium-e-non-ho-capito-perché-non-li-ho-mai-fatti-prima, Patate-al-crisp-alla-come-me-le-ha-dette-mia-madre-ma-io-poi-ho-cambiato-un-po’-la-ricetta-e-sono-venute-meglio, latticini-vari-di-cui-uno-con-un-nome-strano

Sempre in scia alla linea salutista che cerchiamo di tenere da quando siamo tornati da New York, ecco la cena di qualche sera fa.

In un unico piatto tre mini-ricette molto veloci, che hanno riempito le panze e ci hanno lasciato la coscienza pulita.

Più per mio promemoria che per altro, eccole qui:

Spinaci-saltati-tipo-quelli-che-ho-preso-da-Palatium-e-non-ho-capito-perché-non-li-ho-mai-fatti-prima

Sabato scorso ho portato Paola da Palatium, e ad accompagnare i saltimbocca alla romana (da provare!) c’erano degli “spinaci croccanti”. Sembravano solo saltati in padella con l’olio, ma erano squisiti, deliziosi.

Detto-fatto, ecco la ricetta che ho provato oramai più volte:

Ingredienti (per due persone)

  • 500 g di spinaci freschi
  • olio
  • sale

Lavare e asciugare gli spinaci (se non si ha tempo, vanno benissimo anche le buste di quarta gamma, con gli spinaci già lavati e pronti da mangiare).
In una padella capiente (perché all’inizio il volume è enorme) versare un filo d’olio e riscaldare. Poi, versare gli spinaci e cuocere per circa 10 minuti, girando di tanto in tanto con una paletta di legno. Sul finire della cottura, salare a piacere. Se non si è a dieta, per l’olio vale il concetto:  “più ce ne metti, più buono viene il piatto”.

Patate-al-crisp-alla-come-me-le-ha-dette-mia-madre-ma-io-poi-ho-cambiato-un-po’-la-ricetta-e-sono-venute-meglio

Qui siamo a una ricetta da corso avanzato di microonde.

Ingredienti

  • 300 g di patate piccole
  • un forno a microonde con la funzione crisp

Lavate le patate, asciugatele, bucatele con una forchetta e mettetele a cuocere al crisp, preriscaldato 3 minuti, per circa 10 minuti. E’ una preparazione analoga a quella delle baked potato al microonde, salvo il fatto che il crisp tende ad arrostire, e l’usare patate piccole rende il processo molto più breve. Si mangiano aprendole e aggiungendo sale o formaggi, possibilmente leggeri.

Latticini-vari-di-cui-uno-con-un-nome-strano

Questa parte la metto solo per completare la descrizione del piatto in foto. Abbiamo infatti affiancato a patate e spinaci 200 grammi a testa di ricotta di bufala e un paio di fette di caciotta stracchinata. Ora, confesso la mia ignoranza, la caciotta stracchinata proprio non la conoscevo, ma è stata una piacevole sorpresa. Come dice il nome è a metà tra una caciotta, di cui ha la forma e lo stracchino, da cui eredita il gusto acidulo. La consistenza è densa, al limite dello spalmabile. Si sposa divinamente con le patate di cui sopra.

Gallo Brillo

Non vedevo Eleonora (che scrive su SecondoMe con il nick forfri) da tanto, troppo tempo. Bisognava rimediare, e già che ci trovavamo abbiamo deciso di provare un nuovo (per noi) locale: il Gallo Brillo in viale delle Milizie, nel quartiere Prati.
Il Gallo Brillo si propone come un ristorante-trattoria con cucina romana e casereccia. Confermo il fatto che la cucina sia casereccia, aggiungerei un po’ troppo casereccia, casalinga: i piatti che abbiamo provato, infatti, erano in parte ottimi e in parte pesantemente sbilanciati, anzi proprio sbagliati (almeno per i nostri gusti), dando l’impressione di una gestione “casalinga” della Cucina. Anche la gestione della sala, inoltre, è stata abbastanza approssimativa.

Come determinare i prezzi degli ebook Kindle in Italia

Come forse sapete, da qualche settimana è possibile vendere ebook in lingua italiana su Kindle, tramite la piattaforma di pubblicazione http://dtp.amazon.com (a proposito, pausa pubblicitaria: volete convertire i vostri libri in ebook? Niente di più facile, chiedete a noi di Simplicissimus Book Farm:  info@simplicissimus.it).

Dicevamo, chi si è trovato a pubblicare tramite DTP avrà scoperto con disappunto che il prezzo impostato sulla piattaforma (il cosiddetto list price) è differente dal prezzo al quale poi effettivamente l’ebook viene venduto (il cosiddetto retail price), che risulta spesso sensibilmente superiore. Ci si trova quindi ad impostare il prezzo dell’ebook a 0,99 $ e a trovarlo in vendita a 3,44$, a impostarlo a 5,50 $ e trovarlo in vendita a 8,63$. In realtà, il prezzo è superiore solo per i clienti di Kindle non USA, se si verifica il prezzo dello stesso ebook per un cliente USA, si vedrà infatti che il retail price è uguale al list price. Il fenomeno è noto (qui ne parla il Guardian) ed è legato a differenti imposizioni fiscali e, probabilmente, al fatto che il traffico effettuato al di fuori degli States è tutto traffico in roaming.

Ma il problema che un editore si pone, pubblicando un nuovo titolo è: come faccio a fare in modo che il prezzo per un italiano sia di 4,99$ ? Come faccio cioè, a determinare il prezzo da imporre come list price per avere il retail price che dico io?

Bene, dopo qualche indagine sperimentale (lo evidenzio, perché le politiche a riguardo potrebbero cambiare anche domani senza preavviso) ho trovato la semplice formula che lega il prezzo di vendita dell’ebook sullo store internazionale al list price inserito in DTP:

L=(V/1,15)-2

dove V è il prezzo desiderato di vendita (in dollari) e L è il List Price da inserire in DTP (sempre in dollari)

Ecchevvordì???

Vuol dire che se voglio vendere a 4,99 $ ad un italiano, per sapere il prezzo da mettere su DTP dovrò dividere 4,99 per 1,15 (quindi4,34) e togliere 2, quindi inserirò un prezzo di 2,34 $ in DTP.

Semplice, no? No??? E allora usate il form qui sotto!!!