Accasadì

Mercoledì 1 settembre 2010 abbiamo deciso che era arrivata l’ora di andare da “Accasadì”. Da tempo alcuni i colleghi, in particolare una abitante nella stessa via, ne parlavano bene e così, spinti anche dalla curiosità e previa incursione nei vari blog dove se parla de magnà.., prenotiamo e andiamo. Tipica pizzeria-ristorante di quartiere posizionata in viale Opita Oppio, all’inizio della Tuscolana (dico inizio perché nel mio immaginario questa strada inizia dagli archi dell’acquedotto e non a Re di Roma…), via ampia e comoda soprattutto per parcheggiare in doppia fila.

È mercoledì e la sala è piena e anche nei tavoli all’aperto è quasi ‘sold out’ nonostante la serata non calda. Il tavolo riservatoci all’interno è ‘in mezzo alla via’, perfetto per vedere come funziona il tutto. I blog non avevano sbagliato: tavoli esageratamente vicini anche se l’atmosfera minimal elegante (quasi trendy nonostante il saccheggio da Ikea, almeno così sembra..) è caotica ma piacevole.

Servizio rapido ed attento, ci serve un cameriere giovane con basettoni e parlata siciliana (?). La comanda la prende una specie di carabiniere, forse il direttore di sala (alla cassa però c’è un’altra persona) che mentre scrive guarda da altre parti come a controllare che tutto vada bene, tanto da farci dubitare di avere scritto le cose giuste. Ma l’efficienza qui la fa da padrone e lui è veramente attento e preciso, a dispetto dell’atteggiamento empatico.

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Genkai 2

Da poco più di un anno ho iniziato ad addentrarmi e ad apprezzare la cucina giapponese, e ancora non sono neppure lontanamente in grado di dare giudizi circostanziati, ma devo dire che Genkai 2 è diventato in questo breve tempo uno dei miei punti di riferimento, uno dei miei ristoranti preferiti.

Ci troviamo nel quartiere Prati, vicino Piazzale degli Eroi, a due passi da Pizzarium di Bonci. Un posto assolutamente impervio per parcheggiare l’auto. E già qui lo stile di Genkai si fa sentire: si può portare l’auto in un garage pagato direttamente dal ristorante. Sì, perché uno dei pilastri che mi fa tornare sempre volentieri in questo locale, oltre alla bontà del cibo, è l’estrema cura del cliente, il calore umano che si percepisce in tutta la squadra, dai camerieri, alla proprietaria, ai vari cuochi.

Ma veniamo al locale. Non è grandissimo, conterà una trentina di coperti in tutto, ed è diviso in tre aree principali: una sala più tradizionale, con la maggior parte dei posti, una piastra a vista con un bancone che gira intorno e una decina di posti per mangiare mentre si vede il cuoco fare acrobazie con i cibi in cottura, e un piccolo privé, se si vuole optare per una cena romantica.

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