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mag 25
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Come ormai da tradizione, festeggiamo il Towel Day 2009!

Come ormai da tradizione, festeggiamo il Towel Day 2009!
Ecco cosa capita alla Fiera del libro di Torino, presentare iLiad a Veltroni
http://blog.simplicissimus.it/2009/05/simplicissimus-gli-ebook-e-walter-veltroni/ E pure a Fassino
http://blog.simplicissimus.it/2009/05/anche-fassino-legge-la-stampa-epaper/ E son soddisfazioni!
Le prime impressioni, necessariamente superficiali dopo averlo sfogliato e leggiucchiato (per leggerlo per bene ci vorranno giorni) sono in chiaroscuro, e sono in ordine sparso:
E dopo il pippone attaccato ieri per difendere le nuove condizioni di servizio, il risultato è che oggi il CEO di Facebook ha pubblicato un ulteriore post in cui dice che si ritorna alle precedenti.
Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Facebook, è intervenuto direttamente sul cambiamento dei termini del servizio che tanto sta facendo discutere in rete (per farvi un’opinione, vi segnalo il puntuale post di Giovy). Vi riporto qui la mia traduzione dell’intervento, senza commento (il primo lo trovate in inglese su Mashable). “Su Facebook le persone posseggono e hanno il controllo delle proprie informazioni” Un paio di settimane fa abbiamo aggiornato le nostre condizioni di utilizzo per chiarire alcuni punti ai nostri utenti. Un certo numero di persone hanno sollevato domande sui cambiamenti ed è a loro che vorrei rispondere. Colgo anche l’opportunità di spiegare cosa pensiamo riguardo alle informazioni delle persone. La nostra filosofia è che le persone possiedono le loro informazioni e controllano con chi vogliono condividerle. Quando una persona condivide un’informazione su Facebook, è necessario che prima autorizzi Facebook a utilizzare quell’informazione in modo che noi possiamo mostrarla alle persone con le quali ci ha chiesto di condividerla. Senza questa autorizzazione noi non possiamo far sì che l’informazione venga condivisa. Una delle domande riguardo alle nuove condizioni di utilizzo è se Facebook potrà utilizzare le informazioni date per sempre. Quando una persona condivide qualcosa come un messaggio con un amico vengono create due copie di quell’informazione - una nella casella di posta della persona che spedisce il messaggio e un’altra nella casella del suo amico. Anche se la persona disattiva il proprio account, i suoi amici manterranno una copia di quel messaggio. Noi pensiamo che per Facebook questo sia il modo giusto di funzionare, ed è analogo a come funzionano altri servizi, come l’email. Una delle ragioni per cui abbiamo aggiornato le nostre condizioni è per rendere più chiara questo funzionamento. Di fatto, noi non condivideremo le tue informazioni in un modo che tu non vorrai. La fiducia che riponi in noi come luogo sicuro per condividere le informazioni è la cosa più importante che consente a Facebook di funzionare. Il nostro obiettivo è di costruire grandi prodotti e comunicare chiaramente per aiutare le persone a condividere quante più informazioni in un ambiente affidabile. Abbiamo ancora del lavoro da fare per comunicare più chiaramente queste problematiche, e le nostre condizioni di utilizzo ne sono un esempio. La nostra filosofia che le persone possiedono le proprie informazioni e controllano il modo in cui condividerle resta sempre quella. Gran parte del linguaggio nelle nostre condizioni di utilizzo è estremamente formale e protettivo dei diritti di cui necessitiamo per poterti offrire il servizio. Nel tempo continueremo a chiarire la nostra posizione e a rendere le condizioni più semplici. Ancora, la cosa interessante in questo cambiamento dei nostri termini è che evidenzia l’importanza di queste problematiche e la loro complessità . Le persone vogliono la piena proprietà e il pieno controllo delle proprie informazioni, in modo che possano interromperne l’accesso in qualunque momento. Nello stesso tempo, le persone vogliono anche poter dare le informazioni delle persone che le hanno condivise - come indirizzi email, numeri di telefono, foto e così via - ad altri servizi e garantire a questi servizi l’accesso alle informazioni di quelle persone. Queste due posizioni stridono un po’ tra loro. Non ce’è nessun sistema, ad oggi, che mi consenta di condividere l’indirizzo email con te e contemporaneamente lasci a me controllare con chi tu lo condividi e a te controllare con quali servizi lo condividi. Siamo ad un interessante punto nello sviluppo di un mondo online aperto nel quale questi problemi stanno per essere risolti. E’ un mare difficile in cui navigare ed è possibile che faremo dei passi falsi, ma essendo il principale servizio per la condivisione di informazioni, prendiamo molto seriamente questi problemi e la nostra responsabilità di aiutare a risolverli. Questo è uno dei grandi obiettivi per quest’anno, e scriverò presto altri miei pensieri sull’apertura e queste altre problematiche.
Durante una delle sessions, la rappresentante di un enorme gruppo editoriale ha proferito le seguenti memorabili parole:
[rumoreggiare piacevolmente sorpreso nella platea...]
[... e il mondo riprese a girare nella consueta direzione]
Il look & feel è molto intrigante: è leggero e sottile (avete presente la foto della matita accanto al kindle 2? Ecco, ho provato a farla dal vivo, ma lo sfondo e le penne a disposizione hanno prodotto un qualcosa di orribile!), lo schermo è grande, anche se averne sentito parlare tanto mi aveva ingenerato delle aspettative superiori. In effetti lo schermo epaper ha una diagonale di 10.7″ contro i 10.2″ del DR1000. Quello che invece mi ha letteralmente impressionato è la sensazione di estrema robustezza che il lettore dà quando lo si maneggia. Pur essendo sottile, la struttura è molto rigida e sembra essere resistente alle torsioni. I prototipi in fiera sono molto vissuti e sembrano avere tutti e due problemi di line-out (file di pixel spenti), ma quello che mi ha più colpito in negativo è la bassa reattività del touch screen: le pagine si girano con un doppio tocco sulla pagina, anche se a volte è stato necessario ripetere il gesto per farlo capire al processore. L’uscita dell’unità sul mercato è prevista per il 2010, quindi di tempo per risolvere i problemi e implementare le soluzioni ce n’è molto. Intanto, lascio i due prototipi con la curiosità di averne al più presto uno tra le mani per un test approfondito.
Qui le cose si fanno serie! Finalmente si sono popolati gli stand degli espositori, e ho potuto ammirare dal vivo le macchine di digitalizzazione dei libri, l’Espresso Book Machine che stampa libri fatti e finiti on demand e sopratutto il reader di Plastic Logic, di cui vi parlerò a parte. I partecipanti oggi non sono meno di 500, forse anche di più, quindi rispetto a ieri c’è un po’ da scazzottare, ma nemmeno troppo: l’organizzazione è perfetta. Nel pomeriggio, interessante session di StartWithXML, mentre ora, in attesa di Sara Lloyd, mi sto godendo l’istrionico Jeff Jarvis. PS: Ah! Quasi dimenticavo! Tra iPod, iPhone e MacBook di ogni forma e dimensione, nel tripudio di Mele tutto intorno a me, quando Doctorow ha mostrato il suo notebook con Ubuntu, non ho potuto nascondere un ghigno di soddisfazione. PPS: C’è qualche problema al server che ospita il mio blog tecnico, quindi questo articolo e i prossimi hanno chiesto e ottenuto asilo su questi lidi.
Domani io e Paola festeggeremo l’arrivo del nuovo anno, il primo da sposati, soli io e lei. Una cenetta intima per recuperare un po’ del tempo che non siamo riusciti a vivere insieme durante quest’anno convulso. L’abbiamo deciso un paio di sere fa, ma solo oggi abbiamo iniziato a pensare al menu. Così, nel pomeriggio sono uscito a far spesa con le idee molto confuse, ho comprato un po’ di ingredienti man mano che mi veniva in mente cosa cucinare e ne è venuta fuori, stasera, una lista di piatti per ora accattivanti solo nel nome, che non ho mai provato. Ecco quello che preparerò, se avete suggerimenti, dateli entro domani pomeriggio!
Presto, le foto di tutte le portate.
Oggi mi sono trovato in giro per lavoro attorno all’ora di pranzo. Sono passato da via della Conciliazione e ho visto, di fronte a Castel Sant’Angelo, una folla di persone. Mi sono avvicinato e c’era un barcone schiantato su Ponte Sant’Angelo. Mai vista una cosa del genere. Poco dopo la zona è stata chiusa, ma intanto ma nel frattempo sono riuscito a fare una foto con il mio fido HTC:
Più avanti, all’altezza dell’Isola Tiberina, un oggetto per me non identificabile (credo una chiatta o un pontile mobile, ma sono ignorante quanto alla terminologia) è andato a schiantarsi contro una barca ormeggiata. Qui il video: |
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