Lettera aperta a Tommaso Padoa Schioppa
Storie di tutti i giorni 5 Ottobre 2007
Caro Tommaso,
Non ci conosciamo, ma penso che questa sia un’ottima occasione per farlo.
Di te si sa molto, quindi è bene che mi presenti io: mi chiamo Marco, ho trentuno anni compiuti quattro giorni fa, e circa sei mesi fa sono andato via da casa per andare a vivere con Paola, la mia fidanzata.
Nonostante non mi sia mai impegnato direttamente, per sentimento, per formazione e per cultura mi considero un uomo di sinistra moderata, e di primo impatto valuto con occhio benevolo anche le esternazioni più bizzarre degli esponenti dell’attuale maggioranza. E’ sbagliato, lo so che dovrei avere un maggior giudizio critico nei confronti del mondo, ma questo è il mio carattere.
Bene, ora che ci conosciamo un po’ meglio ti vorrei chiedere: perché pensi che io sia stato, fino a pochi mesi fa, un “bamboccione”? Anche se lo hai detto con tono scherzoso, perché lo hai fatto?
Scopro dal dizionario Garzanti la definizione di “bamboccio”: 2 (fig.) uomo sciocco, goffo, immaturo; anche, irresoluto, privo di carattere. ACCR. Bamboccione
Sinceramente, non riesco a trovare alcuna corrispondenza tra la mia storia personale e nessuno tra gli aggettivi qui sopra: mi sono laureato in ingegneria meccanica a 24 anni con il massimo dei voti, quindi forse sciocco non sono; 45 giorni dopo la laurea ho iniziato a lavorare all’università grazie ai miei brillanti risultati accademici. Ma volevo qualcosa di diverso, volevo lavorare nella finanza, e così ho studiato ancora e ho fatto decine di colloqui, finché non sono riuscito ad entrare in una delle più grandi banche italiane, dalla quale sono andato via per entrare in un gruppo bancario europeo. Non mi reputo, pertanto, né irresoluto, né privo di carattere.
Per la goffaggine, ti posso dare ragione: un po’ goffo lo sono (ma forse non ti riferivi a questo aspetto della bamboccionosità).
Per l’immaturità, infine, se diventeremo amici potrai giudicarmi. Prima, forse, non è possibile né corretto.
E allora, perché mi hai chiamato “bamboccione”? Certo, alcune suggestioni cinematografiche possono spingerti a pensare che tutti quelli che rimangono a casa fino a tarda età, lo facciano perché è bello (come effettivamente è) tornare e trovare la pappa pronta e le magliette stirate, ma forse, e sottolineo FORSE, la forza motrice, anzi, la forza frenante che determina il restare in casa non è la comodità, bensì la necessità. Si dà il caso che io sia stato molto fortunato a trovare abbastanza in fretta un buon lavoro, ma nonostante ciò non mi potevo semplicemente permettere di vivere fuori casa in una città come Roma, la mia città. E, ripeto, io sono molto molto fortunato rispetto a tanti miei coetanei.
E di chi è la colpa di questa situazione? Sui giornali e in giro di risposte se ne trovano molte: è colpa della Società… è colpa del Mercato del Lavoro… è colpa del Mercato Immobiliare… è colpa dell’Euro… Ieri ho compreso, forse fraintendendo, come la colpa sia in realtà la mia, uno dei tanti bamboccioni che ha preferito stare in casa fino a trent’anni. E probabile che sia così, ma credo che mi sfugga qualcosa e pertanto ti prego: se avrai tempo, lasciami un commento qui sotto e spiegami perché mi hai insultato.
In attesa di un tuo riscontro, ti porgo i miei più cordiali saluti.
Marco
Tracce di sangue nel colesterolo
Storie di tutti i giorni 5 Giugno 2007
- Venerdì, cena: amatriciana (con il guanciale), zighinì (stufato di vitello) e tortini burro, uova e cioccolato
- Sabato, colazione: tortini burro, uova e cioccolato
- Sabato, pranzo: zighinì
- Sabato, cena: Impepata di cozze, insalata di mare, spaghetti allo scoglio
- Domenica, colazione: tortini burro, uova e cioccolato
- Domenica, pranzo: ???
- Domenica, cena: risotto indivia e scamorza, salsiccia ripassata coi pomodorini, torta-budino al cioccolato
Mi sa che devo rivedere il mio regime alimentare…
I brividi dell’Alta Velocità
Storie di tutti i giorni 22 Maggio 2007
Ore 8,00.
Sul nuovo treno ad Alta Velocità:
“Informiamo i signori passeggeri che abbiamo raggiunto la velocità di 300 chilometri orari”
Sono arrivato a Napoli in un’ora.
Poi il treno è rimasto venti minuti in attesa del semaforo verde della stazione di Napoli Centrale.
D’altro canto è il treno ad essere ad Alta Velocità, mica il semaforo…





La pigna purulenta delle mie cogitazioni 
