Palatium – Enoteca Regionale

“Ma che fa? Spionaggio industriale?” Dopo molti anni è la prima volta che vengo apostrofato con un tono tra i pungente e lo spazientito da un cameriere mentre fotografo il menu.

E’ successo a Palatium.
E’ mia abitudine fotografare i menu, perché mi aiuta nello scrivere le recensioni. Di solito non chiedo prima il permesso, perché non amo allestire la pappardella dello “scrivo recensioni e blablabla”.
Ma questa volta, da Palatium è successo. E ci sono rimasto male, ecco.
Penso che un ristorante che si proponga di diffondere la cultura gastronomica laziale, con tanto di marchi e marchietti di Regione e Assessorato all’Agricoltura sulle tovagliette, dovrebbe essere lieto che un cliente voglia spargere la voce, ma evidentemente non è così.

Questa è stata una delle quattro piccole Macchie della cena, per il resto ottima, che mio fratello ci ha offerto qualche sera fa.
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Mexico al 104

Attenzione, il ristorante “Mexico al 104” non esiste più. Come vedete nei commenti qui sotto, c’è una nuova gestione, il nuovo nome è “Al 104” (www.al104.com) e non fa più cucina messicana ma mediterranea.
La seguente recensione è quindi obsoleta.

Mexico al 104, come suggerisce il nome, è un minuscolo ristorante di cucina messicana situato al quartiere Monti vicino alla fermata della metropolitana Cavour. Pertanto mettetevi l’anima in pace per il parcheggio! Sempre che non raggiungiate il luogo in motorino. Ma se non lo raggiungete è meglio.
Siamo uscite totalmente insoddisfatte, in modo particolare io, non per puro autocentrismo, ma perchè agognavo questa serata da tanto tempo: sono riuscita finalmente a mettere insieme 4 amiche contemporaneamente (era da tempo che ci provavo) e anche perchè, considerata la mia dieta che dura ormai da 4 settimane, volevo riservarmi una bella mangiata piccante, grassa e saporita. Sono stata accontentata solo nei primi due punti, di sapore, infatti ce n’era ben poco nonostante i condimenti abbondanti. Ma andiamo nel dettaglio.
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T-Bone Station

C’è che quando mio padre si fissa con un posto, succede che ti porta sempre lì…
Non so come, non so quando, ha provato la T-Bone Station per la prima volta, fatto sta che ormai è meta fissa quando decide di offrire il pranzo domenicale.
E tutto sommato, non ci si può davvero lamentare.
A Roma ce ne sono 4 di questi ristoranti, a Trastevere vicino piazza Trilussa, a via Crispi (traversa del Tritone), a via Flaminia, altezza corso Francia e a Casal Palocco. I locali sono abbastanza diversi fra loro, come stile e dimensioni (unica cosa in comune la difficoltà a parcheggiare): tavoloni in legno, panche e stile “western” a via Crispi, più “fighetto” a Trastevere e via Flaminia (mai stato a Casal Palocco). I menu invece sono identici, come ci si aspetta in catene di questo tipo.
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La ‘nduja 3

“La ’nduja 3” è l’ultimo arrivato (febbraio 2007) della catena “La ’nduja”, attiva con successo da anni nella zona est di Roma.
Il ristorante si compone di due ampie sale, con capienza totale di circa 200 coperti, l’atmosfera è allegra, pareti giallo oro con decori blu e ornamenti che ricordano la Calabria (regione caratterizzante i menu, ma forse si era intuito…)
Il ristorante è una pizzeria – bisteccheria – griglieria, può accontentare tutti i gusti. Chi ha frequentato “Al peperoncino” di via Ostiense, noterà una forte somiglianza con “La ’nduja 3”, per menu, qualità e prezzi, con più coperti a disposizione. Come antipasti, oltre ai classici fritti (supplì, fiori di zucca, olive ascolane), le bruschette miste (provate quella con la ‘nduja), le pizzelle ripiene, ma anche vassoi di affettati e insaccati calabresi, formaggi, focacce, spiedini di calamari, scamorze alla piastra con prosciutto o speck (porzioni molto abbondanti, fare attenzione).
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Al Ristoro degli Angeli (dall’ostessa garbata)

Quanto mi piace la Garbatella! Pare di stare in un’altra città, o meglio in un paese, con le viuzze strette, le palazzine rosse con cortile ma senza balconi (i famosi “Lotti”), le botteghe, le insegne degli Enti sulle facciate dei palazzoni dall’architettura severa. Al pari di Trastevere e Testaccio, è considerato uno degli ultimi baluardi della romanità verace, e per questo sta diventando sempre più luogo “in” (basta andarsi a vedere quanto costano le case… brrr!).
Non divaghiamo però. Su una delle piazze storiche della Garbatella, di fronte al Palladium, troviamo questa osteria: “Al Ristoro degli Angeli” (dall’ostessa garbata). Il locale si trova sotto il porticato dell’ex Ente Comunale di Consumo, ed è una vera sorpresa.
A differenza delle trattorie romanesche della zona, non troviamo tovaglie di carta a quadrettoni e bicchieri svasati, e nemmeno trippa, coratella e abbacchio. O almeno non solo e non sempre.
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Ciccia Bomba

In giro si parla piuttosto bene di Ciccia Bomba, e anche se non ne sono entusiasta, devo in generale concordare. Rientrerà molto probabilmente nella mia lista di “ristoranti alternativi”, quelli dove vado quando trovo gli altri pieni o chiusi.

Ciccia Bomba, a due passi da Piazza Navona, è un ristorante dagli interni piuttosto scarni. Quando si entra, anche quando è affollato, dà la sensazione del vuoto.
La cucina spazia dalle specialità romane alla pizza, con un occhio particolare ai piatti a base di pesce. E’ proprio di questi ultimi che vi vorrei parlare, perché sono stati il fil rouge della nostra cena:
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La Loggetta

Il viaggio per arrivare sin qui non è dei più agevoli. Si prende la Roma-Civitavecchia e si esce a Santa Marinella, dopodiché si fanno 22 km di curve in mezzo a prati fioriti, ruscelli e bovini al pascolo (un vero spettacolo!), fino a giungere al centro di Tolfa. Una volta seduti, il povero stomaco, martoriato dalla strada, può finalmente consolarsi.
Innanzitutto, chiedere l’antipasto della casa: bruschette al pomodoro, ai fagioli, ai funghi e semplici, preparate col tipico pane sciapo di Tolfa; quindi affettati misti (ottima la lonza) e formaggio fresco. A questo punto ci si potrebbe già alzare, invece è qui che inizia il bello.
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Ditirambo

Il Ditirambo è un ristorante-trattoria molto carino situato in piazza della Cancelleria, in pieno centro storico. Il locale è piccolo (60 coperti), arredato in uno stile a metà strada “fra il bistrot francese e l’osteria romana” (così recita il sito internet): i tavoli sono in effetti molto vicini, ma comunque la rumorosità è contenuta entro livelli accettabili.
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‘O Professore

AGGIORNAMENTO 14 MARZO 2011.

ATTENZIONE! Gli attuali gestori, che trovate anche nei commenti a seguire, mi hanno segnalato che il ristorante ha cambiato gestione, e quindi anche impostazione, poche settimane dopo la nostra recensione, che quindi è da considerarsi obsoleta.

Ripromettendoci di provare al più presto il ristorante, lasciamo il post in quanto i commenti che si sono affastellati nel corso el tempo possono comunque essere utili.

O’ Professore è una pizzeria napoletana molto nota a Roma.
Il locale è davvero ampio, in stile rustico, come dimostrano i salumi, prosciutti e formaggi vari appesi al soffitto. Continue reading “‘O Professore”