che poi se proprio bisognava perdere le elezioni, meglio perderle così

Berlusconi Dito MedioSiamo al termine delle proiezioni: il PDL sta vincendo, e di brutto. Al Senato il 47% contro il 38% del PD.

Più tardi o domani si capirà meglio la composizione dei seggi del Senato, la camera più problematica, ma sembra ragionevole dire che non ci sarà comunque storia.

Io ci ho provato a far vincere il PD, l’ho votato in tutte le sedi, e lo rifarei subito. Ma ci siamo contati e ha vinto l’altra parte.

Forse è meglio così, l’opzione peggiore sarebbe stata un mezzo pareggio e una palude istituzionale. Sono già stato abbastanza disgustato dall’aver dovuto assistere al quotidiano vivacchiare degli ultimi due anni per poter resistere ad altri mesi di irresponsabile indecisionismo.

A questo punto saremo governati, nel bene o nel male. Saremo governati perché ci sarà una maggioranza netta. E questo in una repubblica democratica, nella quale il Potere è comunque bilanciato da contrappesi e dalla dialettica sociale, è un bene. Chi dice che non siamo in una democrazia e che con una maggioranza molto forte si rischia l’autoritarismo, a mio avviso ha le idee un po’ confuso, a mio avviso vede la realtà con lenti sbagliate. Così come, secondo me, perde un grosso pezzo di realtà chi sostiene che centrodestra e centrosinistra sono la stessa cosa: in un mondo complesso e interconnesso sia a livello politico che a livello economico, in un mondo caotico nel senso scientifico del termine sono le piccole sfumature che determinano le grandi differenze. Sono i battiti di farfalla ad essere importanti.

Con questi numeri probabilmente la legislatura potrà durare per cinque anni, ma dubito che Berlusconi resterà a lungo Primo Ministro: durante la campagna elettorale è stato l’ombra di se stesso, anche davanti alle telecamere la sua proverbiale comunicativa ha avuto più di qualche inceppatura. Credo che nel volgere di alcuni mesi cederà il passo a un Fini o ad un Tremonti. E allora capiremo meglio dove vuole (e dove può) andare questo centrodestra.

Infine, la Sinistra Arcobaleno non sarà né in Senato né alla Camera. La cosa non mi dispiace, perché è nell’ordine delle cose: sono state fatte delle scelte politiche e gli elettori non le hanno condivise a sufficienza. Però questa assenza mi preoccupa. Credo che chi dovrà dare prova di maggior capacità politica, dopo i risultati di oggi, saranno proprio i dirigenti e i militanti della Sinistra Arcobaleno: riusciranno a governare la propria crisi e a guidarla verso una rinascita politica o indulgeranno a derive facili da scatenare ma difficili da gestire?

Certo che però 9 punti sono proprio tanti…

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