La Pratolina

A me la Pratolina piace tanto!

Si tratta di una pizzeria, anzi di una pinseria, non grandissima nel cuore di Prati. I proprietari sono gli stessi dell’Antica Schiacciata Romana a Monteverde, con il quale condividono anche il menu.

Si parte con gli sfizi fritti, tris di crocchette e bocconcini fritti. Noi abbiamo provato gli sfizi di terra, che comprendevano un bocconcino di melanzane e mozzarella, una assaggio di scamorza e una crocchetta di patate con ricotta e spinaci. Il fritto è molto asciutto e ben fatto, gustoso.

A seguire, il piatto principe, la pinsa. Di fatto è una sorta di pizza dalla forma allungata, poco più spessa della cosiddetta “pizza romana” e cotta al forno a legna. I condimenti possibili sono quelli usuali della pizza, e così si può andare dalle classicissime mozzarella e pomodoro alla mia preferita, broccoletti e salsiccia, passando per una quarantina di possibili varianti. Il punto di forza delle pinse de La Pratolina è l’impasto, leggerissimo, e la cottura, a mio avviso perfetta, con la base croccante all’esterno e morbida all’interno.

A chiudere, il dolce, un po’ sotto le aspettative: ho preso una mousse al cioccolato con le mandorle, ma il risultato è troppo dolce per quanto riguarda la mousse e insipido per quanto riguarda le mandorle a filetti, che non agiungono nulla alla mousse. Il consiglio, in questo caso, è saltare il dolce e poi farsi una passeggiata nella vicinissima Gelateria dei Gracchi, in via dei Gracchi 272.

Il conto, con una Menabrea ambrata alla spina e un caffè, è intorno ai 25 Euro.

(foto presa dalla pagina facebook de La Pratolina. Così mi imparo a dimenticarmi la macchinetta fotografica)

BioGusto

BioGusto è un ristorante che si propone come “100% Biologico”, e che fa della ricerca di cibi e prodotti senza conservanti e senza trattamenti chimici una delle proprie ragion d’essere.

Il grande e meritevole impegno su questo fronte, tuttavia, non è a mio avviso bilanciato da una pari ricerca sul fronte del gusto nelle portate, che resta relativamente anonimo e sottotono. A questo si aggiunge un servizio un po’ distratto e approssimativo. Come ristorante, insomma, non mi ha proprio convinto.

Ci troviamo sulla Trionfale all’altezza del San Filippo Neri, in una struttura rustica interamente occupata dalle due sale del ristorante. L’effetto è molto piacevole, sembra di essere in un agriturismo, e nella sala più grande è anche presente uno spazio per far giocare i bambini. I tavoli sono ben distanziati, dando così una confortevole sensazione di privacy nel corso della cena.

Quanto al menu, abbiamo provato il percorso gastronomico suggerito dalla cameriera. Per 30 Euro si può scegliere un antipasto (di mare, di monti o vegetariano), un primo e un secondo qualsiasi, patate o insalata come contorno e un dolce.

L’antipasto che abbiamo scelto (gli sfizi di monti dello chef) era composto da tre asparagi gratinati, una piccola melanzana ripiena di carne e un paio di fettine di un non meglio indicato salame. Abbiamo avuto un po’ di remore a chiedere che salame fosse, perché pochi minuti primi, durante l’ordine, Paola ha candidamente chiesto la differenza tra antipasto vegetariano e sfizi di monti, e la risposta della cameriera è stata: “che in quello vegetariano ci sono le verdure e in quello di monti c’è la carne”. Così. Secca. Senza replica. Continue reading “BioGusto”

Flame – Il ristorante di Flavia Vento

Cioè, capito no? Ieri avemo mangiato al ristorante de Flavia Vento. FLAVIA VENTO. Cioè, non so se mi spiego!

Però mannaggia, nun ce stava.  Io me penzavo che si annavo ce stava lei tipo alla cassa, o magari sotto la cassa, dentro ‘na teca de vetro. E invece gnente. Nun ce stava. Ce so’ rimasto male!

Vabbè, la verità è che non lo sapevo che il ristorante era della Vento, anzi, io il ristorante lo conoscevo come “Mangiafuoco”. Poi quando abbiamo chiamato per prenotare ci hanno detto che si erano rinnovati ma la gestione era la staessa. Tacendoci così il dettaglio fondamentale: la proprietà. Qui e qui trovate le “prove”, ottenute grazie alle doti invesigative di Signora Maria. Continue reading “Flame – Il ristorante di Flavia Vento”

Il Conte di Montecristo / Il Conte Tacchia

Innanzitutto un grazie a Francesca, che oramai più di un anno fa mi aveva consigliato di provare questo ristorante nel cuore di Trastevere.

Poi, un chiarimento sul nome: ce lo siamo fatti spiegare dall’attuale proprietaria, che gestisce direttamente anche la sala: all’inizio il ristorante si chiamava “Il Conte di Montecristo”, poi, a seguito di un cambio di proprietà, è divenuto “Il Conte Tacchia”. Infine, da giugno scorso, i gestori storici sono divenuti proprietari e lo hanno riportato al vecchio “Conte di Montecristo”. Insomma: un bel miscuglio, ma ne siamo venuti a capo!

Detto questo, il Conte è un ristorante molto buono, che coniuga la tradizione romana con alcune piacevoli aperture all’innovazione. Continue reading “Il Conte di Montecristo / Il Conte Tacchia”

Osteria antichi sapori – da Leo

Posta nelle vicinanze di piazza Irnerio, non lontano dalla piccola chiesa della Madonna del Riposo, l’Osteria Antichi Sapori colpisce da subito per la sua microscopicità: già dall’esterno, infatti, si presenta come una piccolissima casettina isolata tra due caseggiati all’inizio dell’Aurelia (nei pressi del quale il parcheggio è, in modo eufemistico, impossibile).
L’interno non tradisce le attese, e appena entrati ci si trova catapultati in una sala lillipuziana, nella quale ci saranno al massimo una trentina di coperti, le cui pareti, a completare il claustrofobico insieme, sono letteralmente coperte di quadri, quadretti, piatti, mensole, e targhe di ogni tipo e gusto, da piccole riproduzioni di Bruegel a stemmi medievali, da ceramiche egiziane ad ritagli di giornale. Il tutto dà l’impressione di un ambiente caloroso e familiare, così come familiari sono i modi di Leo, il proprietario, che, con fare gioviale, serve in sala e non si risparmia in chiacchiere con i commensali.
L’ambiente rustico e casalingo, che è un po’ il pregio del locale, ne rappresenta in qualche modo anche il maggior limite, nella misura in cui tale impostazione si rispecchia nella cucina: tutti i piatti sono caratterizzati da un gusto e da una preparazione che ricordano molto, forse troppo, le “buone cose fatte in casa”, al punto che, se non si parte con una buona predisposizione, è possibile arrivare a chiedersi perché si sia andati al ristorante per mangiare come a casa!
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Retro ZeroDue

Retro ZeroDue non mi è piaciuto, e non è piaciuto neppure agli amici che sono venuti con me. Non ho capito bene qual è il passato che lo accomuna a Retro di viale Marconi (anzi, se qualcuno lo sa, me lo può raccontare nei commenti?), ma mentre in viale Marconi andrei a spendere i miei ultimi quattrini, qui da Retro ZeroDue non lo farei affatto. I punti in comune tra i due ristoranti si fermano all’arredamento e al menu del giorno scritto su una lavagna in sala. Stop.

Intendiamoci: non è che si mangi male, è semplicemente che i piatti non mi hanno per niente esaltato, soprattutto rispetto al prezzo. Continue reading “Retro ZeroDue”

Retro

Retro da oramai alcuni anni è una meta fissa delle mie incursioni culinarie, quando ho voglia di mangiare bene in un ambiente giovane, che lascia uno spazio non marginale al design degli interni, ispirato agli anni ’60 rivisitati in chiave moderna.
Innanzitutto, un chiarimento: sto parlando di Retro in Via Enrico Dal Pozzo, in una traversa di viale Marconi, e non di Retro in via dei Colli Portuensi, dove non sono mai stato. Continue reading “Retro”

Ditirambo

Il Ditirambo è un ristorante-trattoria molto carino situato in piazza della Cancelleria, in pieno centro storico. Il locale è piccolo (60 coperti), arredato in uno stile a metà strada “fra il bistrot francese e l’osteria romana” (così recita il sito internet): i tavoli sono in effetti molto vicini, ma comunque la rumorosità è contenuta entro livelli accettabili.
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