Pasta con le polpette di uova

Tra i piatti che hanno più di altri il potere di teletrasportarmi alla mia infanzia, la pasta con le polpette di uova occupa un posto particolare, con tutto il suo carico di frittume e di calorie.

Spaghetti con le polpette di uova

Si tratta di un piatto unico pugliese piuttosto particolare: conosciutissimo a Ordona, il paese di origine di mia madre, e sconosciuto a pochi chilometri, a Foggia, conosciuto nel tarantino e sconosciuto nel brindisino e così via. Insomma, un piatto tipico atipico.

Le polpette che si inzuppano nel sugo sempre più man mano che si mangia la pasta, la difficoltà nell’avvolgere gli spaghetti a causa delle polpette, il senso di profonda soddisfazione nel fare la scarpetta nell’intingolo residuo, tutto contribuisce a un estremo godimento.

Ingredienti (2 porzioni):
Per le polpette:
2 uova
50 g mollica di pane
prezzemolo
mezzo spicchio di aglio
sale
Olio di semi di arachidi
Per la pasta:
140 g di spaghetti
400 g di polpa di pomodoro a pezzi
Basilico
aglio
olio di oliva
sale

Procedimento:
Cominciamo con l’avviare il sugo, la cui cottura si completerà durante la preparazione delle polpette: rosoliamo l’aglio in un filo di olio di oliva. Quando l’olio sarà insaporito, fuori dal fuoco aggiungere il pomodoro. Coprire e abbassare la fiamma, portando a cottura senza far addensare troppo il sugo, e aggiungendo a fine cottura qualche fogliolina di basilico per insaporire.

Nel frattempo, mettiamo a bollire l’acqua per la pasta e prepariamo le polpette: nel mixer mettete la mollica (eventualmente ammollata per una mezz’oretta nel latte e poi strizzata), il prezzemolo, mezzo spicchio d’aglio e un pizzico di sale. Sminuzzate il tutto con il mixer e quindi aggiungete le uova, mescolando per bene.

Riscaldate l’olio di arachidi, e quando sarà ben caldo tuffate il composto a cucchiaiate.

Una volta fritte le polpette, mettetele a scolare su della carta assorbente, in modo da ridurre l’olio in eccesso.

A questo punto cuocete la pasta, nel mio caso spaghetti, e procedete all’impiattamento versando un po’ di sugo sul fondo del piatto, poi mettendo 4-5 polpette ciascuno, coperte da ulteriore sugo. Condite gli spaghetti con il sugo rimanente e distribuiteli nei piatti sopra le polpette. Rifinite con ulteriore sugo (non è un piatto per stomaci deboli), del pecorino e qualche fogliolina di basilico.

Braccio

Il lunedì sera al Pigneto è quasi tutto chiuso. O almeno, sono chiusi quasi tutti i locali che mi sono stati consigliati. La pioggia e il vento che c’erano la scorsa settimana, poi, contribuivano a uno scenario simil-post-nucleare, con quattro cani (di cui due eravamo noi) che si aggiravano per strade solitamente affollate.

Ma non deviamo: uno dei pochi locali aperti al Pigneto il lunedì notte quando piove e c’è vento è Braccio, un ristorante-wine bar piuttosto accogliente, articolato su tre piccole sale, per una trentina di posti (a occhio) complessivi.

Sin dall’inizio ci si sente coccolati, quando insieme al menu vengono offerti due piccoli pre-antipasti stuzzicanti, nel nostro caso un bocconcino di melanzane e un assaggio di quiche.

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Da Tonino

It’s worth waiting. E’ la cosa che mi capita tipicamente di dire agli stranieri che, passeggiando per Via del Governo Vecchio si affacciano curiosi alle vetrine di una minuscola trattoria, chiedendosi (o chiedendo) quanto tempo ci sia da aspettare.

Tonino non prende prenotazioni. Tutto ciò che potete fare è lasciare il vostro nome, e non allontanarvi troppo, in attesa che in nella piccola sala (non più di 30 coperti) qualche tavolo finisca.

E poi sedervi e godervi una cena a base di cucina tipica romana. Continue reading “Da Tonino”

Enosteria

UPDATE!

Enosteria da qualche tempo ha chiuso. Lasciamo la recensione ad uso e consumo dei posteri.

Al posto di Enosteria ha aperto un nuovo locale con una nuova gestione: La tana del Gusto. I nostri migliori auguri ai proprietari!

 

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Enosteria, sulla Tuscolana all’altezza di Via Giulio Agricola, è un indirizzo da tenere a mente se ci si trova in zona.

Siamo andati a provarla incuriositi dalle lodi intessute da un nostro amico, assiduo frequentatore, nei confronti della carbonara di pesce. Ne siamo usciti con la certezza di aver trovato un buon ristorante di pesce (fanno anche carne, ma non l’abbiamo provata) da tenere presente per il futuro. Continue reading “Enosteria”

Sora Margherita

Giorno di chiusura: Aperto solo a pranzo. Aperto a cena nei weekend.

[Da oggi possiamo annoverare nel gruppo di SecondoMe.com anche Numero 6! Questa recensione, nata quasi a richiesta durante l’ultima BlogBeer, è stata pubblicata in origine sul suo blog. Se ancora non lo seguite, fatevi del bene e iniziate a seguirlo!]

La Sora Margherita, prima che un ristorante, è una specie di leggenda.
Un ingresso del tutto anonimo in una delle piazze per cui vale la pena vivere a Roma, piazza delle Cinque Scole (sic), dalle cinque scuole ebraiche che vi si trovavano.
Questa piazza è uno dei pochi resti veri dell’antico ghetto, ed era in origine attraversata dal muro che impediva agli ebrei romani (giudî, in dialetto) di andare in giro dopo il tramonto.

È aperto a pranzo, e per cena solo a fine settimana.

Se volete andare una sera tenete a mente che ci sono due turni, alle 20 e alle 21.30.
C’è posto per sì e no venti coperti, quindi prenotare è obbligatorio, e se potete, evitate anche di tentare di portare la macchina nei paraggi.
Al Ghetto non si parcheggia, fatevene una ragione, meglio una passeggiatina che vi risparmi l’ansia.

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Osteria antichi sapori – da Leo

Posta nelle vicinanze di piazza Irnerio, non lontano dalla piccola chiesa della Madonna del Riposo, l’Osteria Antichi Sapori colpisce da subito per la sua microscopicità: già dall’esterno, infatti, si presenta come una piccolissima casettina isolata tra due caseggiati all’inizio dell’Aurelia (nei pressi del quale il parcheggio è, in modo eufemistico, impossibile).
L’interno non tradisce le attese, e appena entrati ci si trova catapultati in una sala lillipuziana, nella quale ci saranno al massimo una trentina di coperti, le cui pareti, a completare il claustrofobico insieme, sono letteralmente coperte di quadri, quadretti, piatti, mensole, e targhe di ogni tipo e gusto, da piccole riproduzioni di Bruegel a stemmi medievali, da ceramiche egiziane ad ritagli di giornale. Il tutto dà l’impressione di un ambiente caloroso e familiare, così come familiari sono i modi di Leo, il proprietario, che, con fare gioviale, serve in sala e non si risparmia in chiacchiere con i commensali.
L’ambiente rustico e casalingo, che è un po’ il pregio del locale, ne rappresenta in qualche modo anche il maggior limite, nella misura in cui tale impostazione si rispecchia nella cucina: tutti i piatti sono caratterizzati da un gusto e da una preparazione che ricordano molto, forse troppo, le “buone cose fatte in casa”, al punto che, se non si parte con una buona predisposizione, è possibile arrivare a chiedersi perché si sia andati al ristorante per mangiare come a casa!
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Ditirambo

Il Ditirambo è un ristorante-trattoria molto carino situato in piazza della Cancelleria, in pieno centro storico. Il locale è piccolo (60 coperti), arredato in uno stile a metà strada “fra il bistrot francese e l’osteria romana” (così recita il sito internet): i tavoli sono in effetti molto vicini, ma comunque la rumorosità è contenuta entro livelli accettabili.
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Osteria del Cannellino

Note sulla chiusura: chiuso anche Sabato a pranzo

Ci troviamo nella zona nord di Roma, tra ponte Milvio e piazza Mancini. L’Osteria del Cannellino è un indirizzo indicato per coloro che amano la “cucina romana di tradizione” (così recita il biglietto da visita). Il locale si compone di 2 sale, una grande con cucina a vista e una seconda più piccola riservata ai fumatori.
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