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Zuppa di broccoli e arzilla

Succede che vivi per 35 anni a Roma e non conosci, non hai mai mangiato e non hai mai preparato un piatto tradizionale, come la minestra di broccoli e arzilla con la pasta.

Succede che per un motivo o per l’altro questo piatto, di cui non sospettavi neppure l’esistenza, improvvisamente viene nominato per tre-quattro volte nel giro di pochi giorni in contesti diversissimi.

Succede allora che quando passi davanti alla pescheria sotto casa e trovi in bella mostra tre arzille decidi che i segnali sono sufficienti, e ti decidi a preparare questa benedetta ricetta.

Deliziosa, la propongo qui senza pasta e con il pesce incorporato nella minestra, tanto per andare incontro alla necessità di ridurre i carboidrati in tempo di dieta.

Ingredienti per due persone:
6-700 grammi di arzilla (che poi sarebbe la razza). Per due persone, il pescivendolo me ne ha data mezza
1 broccolo romano
1 acciuga dissalata (io ho usato la pasta d’acciughe)
3 pomodori pelati
1 carota
1 cipolla
1 gambo di sedano
1 mazzetto di prezzemolo
1 spicchi di aglio
1 bicchiere di vino bianco
Olio, sale

Preparazione:
Pulire l’arzilla e farla a pezzi. Si può chiedere al pescivendolo di farlo per voi, io l’ho fatta anche spellare.

In una pentola mettete 3 litri d’acqua, la carota, il sedano e la cipolla a pezzi e i gambi del prezzemolo. Aggiungere la razza e poco sale grosso. Cuocete per una mezz’ora dall’ebollizione.

Nel frattempo, far scaldare in un tegame capace un po’ d’olio (noi siamo a dieta, e per due persone ho messo 3 cucchiaini) e fare soffriggere lo spicchio d’aglio schiacciato. Aggiungere l’acciuga a pezzetti, o la pasta di acciughe e versare il vino man mano, fino a far sfaldare l’acciuga.
Unire i pomodori pelati a pezzetti e far andare.
Lavare e tagliare le cimette del broccolo, aggiungendole al sughetto. Se si seccasse, aggiungere un mestolo di brodo filtrato con un colino stretto.

Intanto il brodo si sarà ridotto a circa la metà. Prelevare l’arzilla e staccare la polpa dalle spine e dalla carcassa, riaggiungendo queste ultime al brodo man mano che saranno pulite (in modo che continuino a rilasciare sapore).

Spezzettare e sbriciolare la polpa in un piatto. Una volta finito, spegnere il brodo e aggiungerlo, sempre passandolo dal colino, al tegame con i broccoli. Aggiungere anche l’arzilla a pezzetti e far cuocere per altri 15-20 minuti.

Finita la cottura, lasciar riposare una decina di minuti e poi servire.

La zuppa di pesce

Ho sempre cucinato pochissimo il pesce, è una delle mie bestie nere. È che non ce l’ho proprio nelle tradizioni di famiglia, abbiamo sempre mangiato pesce in modo relativamente sporadico.

Ma il bello di ciò che non si sa fare è che spesso si può imparare a farlo. Con il supporto della pescheria ‘storica’ del quartiere in cui abito, “La Paranza” su Largo Boccea (una gioielleria, ma con pescato dalla freschezza imbarazzante) ho fatto questa zuppa molto buona. Me la segno qui in modo da condividerla con tutti.
Essendo una zuppa, vale il principio che “quello che ci metti ci trovi” e che le quantità possono tranquillamente variare.

Ingredienti per 2 persone:
2 triglie da 150-200 gr
una coda di rospo da 300 gr
due tranci di palombo (300 grammi in totale)
una seppia
un calamaro
due gamberoni
due scampi
300 grammi di cozze
300 grammi di vongole
300 grammi di polpa di pomodoro
un mazzetto di prezzemolo
un peperoncino
aglio
olio
vino bianco
sale
pepe

Procedimento
Fondamentale per non passare due ore a farlo in casa è farvi squamare e pulire i pesci e i crostacei dal pescivendolo. Se il pescivendolo non lo fa, seguite il consiglio di Allan Bay: cambiate negozio. Chiedete un’accortezza: che vi diano tutte le teste e le lische, saranno fondamentali per dare gusto alla zuppa.

Iniziamo a fare un fumetto: in un pentolino scaldare poco più di un litro d’acqua, nella quale metterete un paio di spicchi di aglio e i gambi del prezzemolo fatti a pezzetti (le foglie le conserviamo per la zuppa vera e propria) e tutte le teste e le lische dei pesci della zuppa. Portare a ebollizione e far ridurre un po’, per una decina di minuti.

In parallelo occupiamoci delle dalle cozze: se non sono pulite, strofinare il guscio con una paglietta d’acciaio e strappare la ‘barba’ che esce dall’interno. Far spurgare dalla sabbia per una mezz’ora le vongole (se non sono già spurgate) mettendole in acqua fredda salata con sale grosso. Far quindi aprire cozze e vongole scaldando in una padella capiente uno spicchio d’aglio con un po’ d’olio. Quando l’olio è caldo buttare giù i molluschi, versando un bicchiere di vino bianco. Coprire e abbassare la fiamma finché non saranno tutti aperti. Conservare in una tazza il liquido e mettere da parte i molluschi. Volendo si possono estrarre in questa fase le cozze e le vongole dai gusci, in modo da non ritrovarseli poi nella zuppa.

Veniamo alla zuppa vera e propria: in una pentola capiente riscaldiamo dell’olio e facciamo soffriggere un paio di spicchi di aglio “vestiti”, ossia non privati della buccia esterna ma schiacciati sul fondo della pentola (per farlo si può usare un cucchiaino, spremendo l’aglio usando il pollice nella coppa del cucchiaino). Una volta che l’aglio sarà imbiondito, eliminarlo.

Aggiungere la polpa di pomodoro e far andare per qualche minuto, quindi versare il fumetto (filtrandolo attraverso un colino, mi raccomando!!!) e il liquido dei molluschi.
Non appena riprende il bollore inizia la cottura dei pesci. Si fa in questo modo: tenendo il fuoco medio-basso ma mantenendo il bollore si aggiunge un tipo pesce ogni 3 minuti, e ogni volta si mescola con delicatezza per non spappolare i pesci già presenti. Il tutto dovrà sempre essere coperto dal liquido, se si riducesse troppo, aggiungere un bicchiere di acqua calda.
L’ordine con il quale inserire i pesci è il seguente:

  1. la coda di rospo insieme alla seppia e al calamaro (magari già tagliati in due)
  2. le triglie
  3. il palombo
  4. i gamberoni e gli scampi
  5. le cozze e le vongole
Alla fine, aggiungere del pepe, le foglie di prezzemolo tritate con il coltello e far cuocere per altri 5 minuti, quindi spegnere il fuoco, coprire e lasciar riposare per una decina di minuti al massimo, quindi impiattare e godere.
Il massimo della goduria la si otterrà tostando un paio di fette di pane per accompagnare la zuppa e aprendo una bottiglia di Leone Tasca d’Almerita ben fredda.
Enjoy!

La locanda del gusto

Viale Garibaldi 79
Trevignano Romano
06-9999822

Giorno di chiusura: –

Si può mangiare un ottimo menu di pesce di mare in riva a un lago?

Assolutamente sì: a Trevignano, sul lago di Bracciano, giusto all’ingrsso del paesino c’è questo piccolo ristorante, la Locanda del Gusto, con una dozzina di tavoli all’interno e altrettanti dall’altra parte della strada, giusto sul lungolago.

La locanda mi è stata consigliata da una lettrice di SecondoMe, Luisa, ormai più di un anno fa, ed io l’ho provata solo pochi giorni fa, a ridosso di Ferragosto.

Non vi parlerò dell’incantevole vista sul lago, che fa dimenticare di avere, dall’altro lato, la strada con le macchine che passano continuamente. Non vi parlerò dell’affabilità dei camerieri e del proprietario-chef Franco Zambelli (ex gestore della Trattoria Fauro).

Vi parlerò invece di quello che ho mangiato: oltre al menu statutario, su una lavagna che viene portata tavolo per tavolo con tutte le specialità del giorno, dagli antipasti, ai primi, ai secondi, tutti in qualche modo . Continue reading

Pesciolino al Trionfale

via Tunisi 46
Roma
06-39754625
email: pesciolinoaltrionfale@libero.it

Giorno di chiusura: Lunedì Domenica

Cozze Gratinate al PesciolinoÈ bello scoprire un nuovo ristorante, essere i primi a provarlo e poter così spargere la voce tra i propri amici. Con il Pesciolino, però, arrivo con almeno due anni di ritardo.

L’ho provato solo qualche sera fa, dopo che la mia amica Tania me ne aveva in varie occasioni cantato le lodi. Cosa ha di speciale il Pesciolino? Ha di speciale che i proprietari gestiscono uno dei banchi di pescheria del vicinissimo Mercato Trionfale, e quindi i piatti che vengono serviti sono tutti estremamente freschi e selezionati con l’esperienza di chi da sempre lavora nel settore.

Benché sia aperto ormai da un paio di anni, dall’esterno sembra che ancora non si siano completati i lavori di avvio, al posto dell’insegna c’è solo il nome scritto sul vetro della porta di ingresso, ma una volta dentro non si può non apprezzare l’ariosità degli alti soffitti a volta e la luminosità dell’ambiente.

Estremamente fresco e cordiale il servizio, forse un po’ poco curato il menu, stampato su fogli sparsi offerti su cartelle da presentatore, ma sono dettagli.

Quanto alla cena, eravamo in sei e la cameriera ci ha portato una carrellata di tutti gli antipasti:

  • l’Antipasto Caldo è quello che più mi è piaciuto ed è composto da un millefoglie di patate e gamberi con vellutata di fiori di zucca e zafferano, molto delicato e sfizioso, una parmigiana di mare (non segnalata in menu, io l’ho battezzata così), delle superlative bruschette di vongole e cappesante, cozze gratinate e una frittura mista con lattarini e polpettine di pesce
  • a seguire, l’antipasto freddo, con un’insalata di seppie, una più classica insalata di mare e degli involtini di melanzane ripieni di pesce. Ora, io le melanzane le adoro, e con il pesce non avevo mai pensato di mangiarle. Solo per questo ho un debito morale con il Pesciolino
  • infine, l’antipasto marinato, forse più anonimo rispetto al resto, ma comunque molto equilibrato e delicato nei sapori, con del salmone, del carpaccio di spigola e soprattutto delle ottime alici

Tanto per non farci mancare nulla, ci siamo anche presi un’ostrica per uno.

A seguire, abbiamo provato un paio di primi, ambedue molto convincenti: una calamarata di calamari, vongole, fiori di zucca, zucchine e pomodori freschi, nella quale l’accostamento dei calamari alle zucchine è particolarmente azzeccato, e un entusiasmante piatto di spaghetti con sarde, pomodoro fresco e pecorino. Il pecorino con le sarde ci sta bene. Ma tanto.

Purtroppo non ce l’abbiamo fatta a provare anche i secondi, ma questa sarà un’ottima scusa per tornare.

Abbiamo chiuso il pasto con delle fragole con gelato alla crema, che in questo periodo non fanno mai male.

Il conto, in sei persone e con una bottiglia di Vermentino di Sardegna Villa Solais 2009, è stato di circa 35 Euro a persona. Non economico ma sicuramente più che adeguato al livello della cucina. Soprattutto, siamo usciti con il desiderio di tornare presto per provare gli altri piatti, e questo non mi capita spesso.

La Paloma – Cucina spontanea

Via Umberto I, 48
Giglio Porto, Isola del Giglio
0564809233

Giorno di chiusura: –

Che c’azzecca l’Isola del Giglio?, voi direte… C’azzecca eccome, ed ecco perché (e sia chiaro che la lunga premessa è parte integrante di questa recensione…). Nel settembre 2009, arrivati al porto un’ora prima della partenza del traghetto, io e Sandra decidemmo di chiudere in bellezza l’ultimo week end estivo trascorso all’Isola del Giglio con un piatto di pesce alla Paloma, ristorantino di Giglio porto posizionato proprio davanti l’attracco e di cui in giro si diceva un gran bene (anche che non fosse economico ma nemmeno caro). Fu un’esperienza memorabile, quel primo di pesce si rivelò straordinario e decidemmo così di tornare appena possibile. Detto, fatto: sabato 7 agosto 2010 accompagnati da Riccardo, dodicenne mangiatore vorace di cozze, decidiamo di dedicare la giornata al pranzo da Paloma.

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Osteria Pistoia

Piazza Madonna della Salette 13
Roma
06-58203381
Sito Web: http://www.osteriapistoia.com/
email: info@osteriapistoia.com

Giorno di chiusura: Domenica

Un grazie enorme ad Andrea Leone, che dopo molti commenti ad altri ristoranti, mi ha inviato questa bella recensione. Benvenuto tra noi, Andrea!

Impressioni di un appassionato sull’Osteria Pistoia a Monteverde (non recensita da Secondo Me).

L’Osteria Pistoia, forse perché avevo aspettative, mi lascia l’amaro in bocca. Eppure le segnalazioni mi erano arrivate da diversi ambiti, ma forse proprio per questo ho accusato ancora di più. Sia chiaro, la qualità del cibo ‘credo’ non si discuta (il ‘credo’ è perché, non mi stanco mai di ripeterlo, sono appassionato e non intenditore) ma quando si pagano 95 euro (in due) per aver mangiato si buoni piatti (ci mancherebbe) ma nulla più, beh…

Il quartiere è quello dove abito, Monteverde. Ci troviamo a 100 mt dal mercato di piazza S. Giovanni di Dio. L’Osteria Pistoia, aperta da poco più di due anni, organizza anche corsi e degustazioni (ne ho ricevuto i programmi nella mia posta di casa) e offre ai clienti una sala abbastanza grande (circa 50 coperti) arredata semplicemente e volendo anche con gusto (ad esempio il parquet scuro), anche se le luci non sono all’altezza (poche e tendenti al neon). A ciò si aggiunge la ‘postazione’ estiva sull’ampio marciapiede all’uopo attrezzato e praticamente completo (circa 20 coperti), dove ci siamo accomodati nonostante la serata non proprio estiva. Continue reading

Jefe Restaurant – Il Trattorante

via Monte Solarolo 56
Isola Sacra – Fiumicino
06-89766578
Sito Web: http://www.jeferestaurant.com
email: jeferestaurant@yahoo.com

Giorno di chiusura: –

ECCEZIONALE!!!

Segnatevi questo ristorante-trattoria e andate a provarlo prima che diventi davvero di moda.

Ci troviamo nel quartiere di Isola Sacra, a due passi dall’aeroporto di Fiumicino. E’ qui che Sergio (il ‘Jefe’, lo ‘chef’, che proprio su queste pagine aveva segnalato “in incognito” il locale) e Luana hanno aperto da pochi mesi una piccola e semplice trattoria-ristorante (il soprannome del locale è infatti “Trattorante”) di circa 40 posti a sedere, la cui cucina è estremamente radicata sul territorio. La filosofia è infatti quella di proporre piatti i cui ingredienti provengono principalmente dalle zone limitrofe, e questo significa trovare pesce fresco tutti i giorni (quale? Non si può dire, dipende da cosa viene trovato al Mercato del Pesce di Fiumicino il pomeriggio stesso), carne di Maccarese, verdure delle tenute di Torrimpietra e così via. I prezzi riescono ad essere relativamente bassi proprio perché la fornitura avviene saltando la filiera della distribuzione tradizionale. Di fatto, si può parlare di ristorante a km zero.

Ma al di là della filosofia e dell’impostazione economica, quello che ci ha entusiasmato sono il calore e la passione dei proprietari, e soprattutto la cucina, di una prelibatezza fuori dal comune. Continue reading

Enosteria

Via Marco Valerio Corvo 132
Roma
06-7674507
Sito Web: http://www.enosteria.it/
email: info@enosteria.it

Giorno di chiusura: –

UPDATE!

Enosteria da qualche tempo ha chiuso. Lasciamo la recensione ad uso e consumo dei posteri.

Al posto di Enosteria ha aperto un nuovo locale con una nuova gestione: La tana del Gusto. I nostri migliori auguri ai proprietari!

 

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Enosteria, sulla Tuscolana all’altezza di Via Giulio Agricola, è un indirizzo da tenere a mente se ci si trova in zona.

Siamo andati a provarla incuriositi dalle lodi intessute da un nostro amico, assiduo frequentatore, nei confronti della carbonara di pesce. Ne siamo usciti con la certezza di aver trovato un buon ristorante di pesce (fanno anche carne, ma non l’abbiamo provata) da tenere presente per il futuro. Continue reading

Albaruja

via Portuense 169
Roma
06 5806035
Sito Web: http://www.ristorantealbaruja.it/

Giorno di chiusura: –

Se da viale Marconi ci si dirige verso Porta Portese, appena oltrepassato il sottopasso ferroviario di piazza della Radio, quasi non lo si nota, nascosto dal muraglione della vecchia linea FS per Viterbo, in una costruzione bassa che si perde in mezzo ai palazzoni che caratterizzano (purtroppo) questo angolo di città. E devo dire che in 30 (e rotti) anni di vita trascorsi da queste parti, ci sono passato davanti migliaia di volte, senza mai entrare. Poi accade che qualcuno ti ci porti a cena e scopri che potevi anche svegliarti un po’ prima.

Albaruja è un ristorante di cucina sarda, in primis. Il menu è fortemente concentrato su tutto ciò che viene dal mare, pesce, molluschi, crostacei. Sautè di cozze e/o vongole, alici marinate, ostriche, polpo bollito (tenerissimo), come antipasti, accompagnati da una focaccia bianca appena sfornata. La scelta di primi prevede specialità sarde (pasta con bottarga, gnocchetti alla campidanese, spaghetti alla vernaccia) accanto a piatti più tipicamente romani (le classiche carbonara e amatriciana), tanto per non dimenticare che stiamo a 500 m da Trastevere e Testaccio. Secondi di carne e (soprattutto) di pesce, fra i quali vi segnalo un ottimo rombo al forno con patate. Dessert classici, il tiramisù è fatto in casa ed è discretamente “carico”. Continue reading

3hg Taberna

Circonvallazione Casilina 51
Roma
349-7311971
email: trehg@hotmail.it

Giorno di chiusura: Lunedì Martedì

3hg è un ristorante che ha aperto un paio d’anni fa nel cuore del Pigneto e che fa della contaminazione gastronomica tra terra e mare la propria chiave di lettura principale.

Dovessi trovare una parola per descrivere il locale, questa parola sarebbe molto probabilmente “bizzarro”. Anzi, sarebbero due: bizzarro e divertente.
Il cuoco e i gestori sono tre ragazzi sardi, il locale è stato chiaramente in passato un ristorante cinese (lo si desume dagli arredi e dal fatto che è attaccato a un hotel cinese. Lo sapevate che esistevano hotel cinesi a Roma fuori dalla zona di piazza Vittorio? Io no!), e in fondo alla lunga e ampia sala contornata da colonne ioniche e corinzie c’è un maxischermo che proietta “Class News”.

Sì: cucina di ispirazione sarda, arredi di ispirazione cinese, architettura di ispirazione greca e maxischermo di ispirazione… postmoderna?
Come lo definireste voi tutto questo?

Sottile è la linea che divide un buon ristorante bizzarro da un ristorante dozzinale e arraffazzonato (e Roma ne è piena).
Benché l’impatto iniziale per location e allestimento non sia dei migliori, 3hg si mantiene ben saldo al di qua della linea grazie alla indiscutibile (vabbè, se volete discutiamone!) bontà della propria cucina.

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