Ziro Bar and Restaurant

ATTENZIONE: da qualche tempo Ziro Bar & Restaurant ha chiuso a causa di alcuni contrasti che hanno finito per travolgere l’intero locale. E’ un vero peccato, perché era un progetto davvero interessante e ben avviato. Ora lo chef Giuseppe Ruotolo lo trovate a Cava de’ Tirreni, al ristorante L’Accartocciato.
Nel fare un in bocca al lupo a loro due e a tutta la brgata di cucina, in segno di omaggio a Ziro lascio qui di seguito la recensione originaria.
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Osteria del DieciVentiTrenta

La peculiarità del “DieciVentiTrenta” sta già nel nome, che riassume una particolare tipologia di menu proposta dal gestore. Infatti, oltre al menu “alla carta”, sono presenti tre menu degustazione a prezzo fisso, da 10 (solo per pranzo), 20 e 30 euro, che comprendono una selezione dei piatti presenti nel menu completo. E’ questo, secondo il gestore, un modo per avvicinare al mondo della buona cucina anche chi, come ad esempio i giovani, potrebbe permettersi solo una pizza o poco più.

Si chiama osteria, ma è abbastanza raffinata, nell’aspetto e nella cucina. Il locale non è molto grande, ci sono circa 70 coperti, suddivisi tra piano terra e piano rialzato. Le pareti sono gialline, decorate con imitazioni di quadri ottocenteschi; a tavola tovaglie gialle, doppia forchetta, bicchiere per l’acqua e calice per il vino, insomma un’osteria da quartiere elegante, quale è quello in cui si trova (Trionfale-Clodio), molto ben frequentata.
Ok, ma che si mangia? Continue reading “Osteria del DieciVentiTrenta”

Miraggio Club

Il nome e l’insegna sembrano più adatti ad una località marina piuttosto che al cuore di Trastevere. Ed in effetti il “Miraggio Club” è un hotel con stabilimento e ristorante sulla spiaggia del litorale di Fregene. Ma gli stessi proprietari hanno anche aperto questo ristorante-trattoria in via della Lungara, di fronte all’Accademia dei Lincei.
Inizio con il dire che è uno dei miei ristoranti preferiti, per tanti motivi.
Per la posizione, strategica, in una zona in cui spesso rischi di incappare in locali banalmente turistici.
Per l’atmosfera, un po’ “vecchia Roma”, un po’ retrò, sebbene poi il personale e la clientela siano piuttosto giovani.
E soprattutto, per la cucina, decisamente improntata alla tradizione romanesca: Continue reading “Miraggio Club”

Hasekura

Questo ristorante gestito da una coppia italo(lei)-giapponese(lui), quest’ ultimo con un ottimo curriculum da chef, si trova nel cuore della capitale, nel quartiere Monti.
Il locale ha delle dimensioni veramente ridotte e chi lo approccia per la prima volta “esteticamente” non capisce che di Giapponese tradizionale si tratta. I puristi dell’occhio storceranno il naso per lo spazio stretto e l’arredamento semplice, ma sedetevi ed andate oltre a saggiare la cucina.
Questo ristorante ha un eccellente grado di qualità per le zuppe di Miso, tofu, ecc che raramente troverete nella capitale; eccellenti anche gli antipasti tradizionali: assente il sapore di dado, assente l’abbondanza di sale, assente il forte sapore di aceto. La parte del pesce è ottima nella pulizia, taglio, freschezza e soprattutto tipologia; il riso è sublime nella consistenza, grandezza, freschezza e cottura.
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T-Bone Station

C’è che quando mio padre si fissa con un posto, succede che ti porta sempre lì…
Non so come, non so quando, ha provato la T-Bone Station per la prima volta, fatto sta che ormai è meta fissa quando decide di offrire il pranzo domenicale.
E tutto sommato, non ci si può davvero lamentare.
A Roma ce ne sono 4 di questi ristoranti, a Trastevere vicino piazza Trilussa, a via Crispi (traversa del Tritone), a via Flaminia, altezza corso Francia e a Casal Palocco. I locali sono abbastanza diversi fra loro, come stile e dimensioni (unica cosa in comune la difficoltà a parcheggiare): tavoloni in legno, panche e stile “western” a via Crispi, più “fighetto” a Trastevere e via Flaminia (mai stato a Casal Palocco). I menu invece sono identici, come ci si aspetta in catene di questo tipo.
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Hamasei

Ecco il ristorante fatto tradizione, dove si ascolta e si sente l’odore del sol levante. Il primo ristorante tradizionale giapponese aperto all’inizio degli anni ‘70 nella capitale e filiale del quartier generale di Tokyo (Asakusa). Il locale arredato in stile “minimal design” è suddiviso in 4 parti; un sushi bar per appetiti veloci, una sala tatami, e due mega aree di tavoli a sedere. L’ultima di questa aree è stata inagurata recentemente annettendo il locale successivo ed estendendo di fatto le dimensioni del già grande locale. Giunti nell’area di entrata (hall) il personale di sala in stile nipponico vi accoglierà per farvi sedere o prenotare il posto con la famigerata cortesia. I piatti forti del locale sono sicuramente 4: il sushi di ottimo livello, la tempura eccellente, lo shabu shabu ed il teppanyaki (al piatto) veramente buoni. Continue reading “Hamasei”

Zen Sushi

note sulla chiusura: chiuso anche Sabato a pranzo

Il locale, nel quartiere Prati, si trova a due passi dalla fermata Lepanto. All’entrata colpisce subito lo stile “minimal” dell’arredamento, che, per i più smaliziati, si avvicina molto allo stile ristoranti in “minimal design” di Tokyo. Luci ben proporzionali, musica in background soffusa, un kaitensushi ben posizionato con spazio ben aggregato per sedersi, pulito, luminoso e nuovo. I camerieri che noi abbiamo trovato erano giapponesi, efficenti, veloci e cortesi nel servizio. Il cuoco a cui ci siamo piazzati di lato ha preparato anche su richiesta sushi e californian’ rolls, ottime le varietà dei piatti. Continue reading “Zen Sushi”

Bishoku Kobo

Il locale è a pochi metri dal Gazometro, di fronte gli ex mercati generali a Roma. Dall’esterno un locale qualunque anche vi accoglierà con i piatti in cera in vetrina (copia clone) ed il gatto nipponico maneki neko. Il proprietario giapponese è lo stesso di Kisso. L’interno è con tavoli come qualunque ristorante italiano, non c’e il kaitenzushi (il cingolo rotante che trasporta i piatti portata). Per quanto riguarda le pietanze sono “appena sufficienti”; sia nella qualità del riso e nella tipologia, il taglio del pesce molto modesto. Continue reading “Bishoku Kobo”

Kisso

Il locale è a pochi metri da via Nazionale nel centro di Roma ed a pochi passi dal famoso negozio di Mitsukoshi a via Torino. Dall’esterno gradevole vi accoglierà con i piatti in cera in vetrina (copia clone)ed il famoso gatto nipponico maneki neko ( con zampa mobile e vocetta computerizzata dell’Irasshaimase) all’aprirsi delle porte automatiche. L’interno è anche gradevole con tavoli normali ed il kaitenzushi (il cingolo rotante che trasporta i piatti portata) ed una saletta tatami. Per quanto riguarda le pietanze sono “appena sufficienti”; sia nella qualità del riso e nella tipologia, il taglio del pesce molto modesto. Continue reading “Kisso”

Ciccia Bomba

In giro si parla piuttosto bene di Ciccia Bomba, e anche se non ne sono entusiasta, devo in generale concordare. Rientrerà molto probabilmente nella mia lista di “ristoranti alternativi”, quelli dove vado quando trovo gli altri pieni o chiusi.

Ciccia Bomba, a due passi da Piazza Navona, è un ristorante dagli interni piuttosto scarni. Quando si entra, anche quando è affollato, dà la sensazione del vuoto.
La cucina spazia dalle specialità romane alla pizza, con un occhio particolare ai piatti a base di pesce. E’ proprio di questi ultimi che vi vorrei parlare, perché sono stati il fil rouge della nostra cena:
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