Pinsa e Buoi

Ai confini (esterni) della ztl notturna di San Lorenzo, vicino Porta Maggiore, sabato scorso abbiamo provato Pinsa e Buoi, un ristorante-pinseria (sì: ‘pinseria’, non ‘pizzeria’… capirete meglio più avanti…) che mi aveva incuriosito e che volevo provare da quando non sono potuto andare all’ultimo incontro organizzato da BlogBeer.
Parto dal mio personalissimo giudizio finale: Pinsa e Buoi potrebbe essere un ottimo ristorante, con piatti sufficientemente ricercati e contemporaneamente con un’ampia libertà di scelta nel menu. Però poi inciampa (e a volte cade, anche rumorosamente) su tutta una serie di dettagli che ti lasciano a fine serata con la sensazione che tutto sarebbe potuto andare meglio.
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T-Bone Station

C’è che quando mio padre si fissa con un posto, succede che ti porta sempre lì…
Non so come, non so quando, ha provato la T-Bone Station per la prima volta, fatto sta che ormai è meta fissa quando decide di offrire il pranzo domenicale.
E tutto sommato, non ci si può davvero lamentare.
A Roma ce ne sono 4 di questi ristoranti, a Trastevere vicino piazza Trilussa, a via Crispi (traversa del Tritone), a via Flaminia, altezza corso Francia e a Casal Palocco. I locali sono abbastanza diversi fra loro, come stile e dimensioni (unica cosa in comune la difficoltà a parcheggiare): tavoloni in legno, panche e stile “western” a via Crispi, più “fighetto” a Trastevere e via Flaminia (mai stato a Casal Palocco). I menu invece sono identici, come ci si aspetta in catene di questo tipo.
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Al Ristoro degli Angeli (dall’ostessa garbata)

Quanto mi piace la Garbatella! Pare di stare in un’altra città, o meglio in un paese, con le viuzze strette, le palazzine rosse con cortile ma senza balconi (i famosi “Lotti”), le botteghe, le insegne degli Enti sulle facciate dei palazzoni dall’architettura severa. Al pari di Trastevere e Testaccio, è considerato uno degli ultimi baluardi della romanità verace, e per questo sta diventando sempre più luogo “in” (basta andarsi a vedere quanto costano le case… brrr!).
Non divaghiamo però. Su una delle piazze storiche della Garbatella, di fronte al Palladium, troviamo questa osteria: “Al Ristoro degli Angeli” (dall’ostessa garbata). Il locale si trova sotto il porticato dell’ex Ente Comunale di Consumo, ed è una vera sorpresa.
A differenza delle trattorie romanesche della zona, non troviamo tovaglie di carta a quadrettoni e bicchieri svasati, e nemmeno trippa, coratella e abbacchio. O almeno non solo e non sempre.
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Da Una Cantina

“Da una cantina” non è la classica trattoria dei Castelli, dove ci si va ad inciuccare in mezzo alla caciara più totale. Al contrario, possiamo farlo figurare nella categoria “Posti per fare bella figura”. Il locale è molto piccolo (circa 30 coperti), ma accogliente; sui tavoli, calici distinti per acqua e vino, centro-tavola con fiori e anche le candele.
Cosa si mangia? Il menu varia con le stagioni, fatevi consigliare dal proprietario Paolo o da sua moglie. Continue reading “Da Una Cantina”