Piccola Guida Autarchica ai Ristoranti di Roma

Pinsa e Buoi

viale dello Scalo di San Lorenzo 15
Roma
06-4456640
Sito Web: http://www.pinsaebuoi.it
email: pinsaebuoi@pinsaebuoi.it

Giorno di chiusura: –

Ai confini (esterni) della ztl notturna di San Lorenzo, vicino Porta Maggiore, sabato scorso abbiamo provato Pinsa e Buoi, un ristorante-pinseria (sì: ‘pinseria’, non ‘pizzeria’… capirete meglio più avanti…) che mi aveva incuriosito e che volevo provare da quando non sono potuto andare all’ultimo incontro organizzato da BlogBeer.
Parto dal mio personalissimo giudizio finale: Pinsa e Buoi potrebbe essere un ottimo ristorante, con piatti sufficientemente ricercati e contemporaneamente con un’ampia libertà di scelta nel menu. Però poi inciampa (e a volte cade, anche rumorosamente) su tutta una serie di dettagli che ti lasciano a fine serata con la sensazione che tutto sarebbe potuto andare meglio.

Ma andiamo con ordine: sin dall’inizio, con la scelta degli antipasti, ci si accorge che è possibile impostare la propria cena sui due binari paralleli del ristorante o della pinseria. Si può spaziare da una semplice mozzarella di bufala con zucchine alla Scapece a dei succulenti supplì con la ‘nduja (solo lievemente piccanti), da un raffinato e appariscente fagottino croccante ripieno di mozzarella di bufala e tartufo a delle classiche bruschette con il pomodoro o con fagioli borlotti e cipolla di trippa (queste ve le consiglio con tutto il cuore, di rado ne ho mangiate di così buone, con il pane abbrustolito al punto giusto, croccante e sbruciacchiato fuori e morbido dentro).
Poi, andando sul versante del ristorante tradizionale, si può proseguire con primi, abbondanti, scegliendo tra la tradizione dei bucatini all’amatriciana, la curiosità dei rigatoni alla carbonara con tartufo e la creatività dei ravioli di pecorino con salsa di trippa alla romana (che tuttavia non abbiamo provato).
I secondi sono per lo più improntati alla carne con coda alla vaccinara, stinco di maiale, tagliata e filetto in varie forme e allestimenti (abbiamo provato la tagliata di manzo con radicchio e aceto balsamico e la bistecca alla griglia, la prima molto buona, la seconda molto secca), ma con qualche concessione intrigante al pesce.
Sul secondo versante c’è il piatto che dà il nome al locale: la pinsa.
Di che si tratta? Si tratta essenzialmente di pizze ovali piuttosto piccole e piuttosto alte condite esattamente come una pizza.
Grande trovata! – penserete – hanno dato un’altra forma alla pizza e gli hanno cambiato il nome!
E’ esattamente quello che ho pensato anch’io. E invece no, sarà per l’impasto particolarmente curato (l’ho già detto che fanno loro anche il pane e che è molto buono?), sarà la diversa consistenza, sarà per la qualità del condimento (neppure troppo raffinato: salsiccia e broccoli!) ma a me la pinsa è piaciuta veramente molto. Anche l’iniziale perplessità sulle dimensioni (quando te la portano sembra veramente troppo piccola) viene superata dal fatto che la quantità è perfetta, la finisci e sei sazio ma non pieno. Dovessi tornare a cena qui, rifarei di sicuro la stessa scelta.
Infine, i dolci. Semifreddo allo zabaione affogato al caffè? Tiramisù? Panna cotta? Mattonella di cioccolato e riso soffiato con cioccolato caldo? Strudel di mele e cannella? C’è tutto questo e anche di più. Scegliete e mangiatene tutti!

Il prezzo è stato poi una bella sorpresa: prendendo mediamente un antipasto, un piatto (primo o secondo o pinsa), un dolce e una birra o una coca cola abbiamo pagato 24 euro a testa.

Cosa? Vi state chiedendo quali sono i dettagli di cui parlavo all’inizio su cui il locale inciampa e cade? Non me li sono dimenticati! Me li sono solo conservati per ultimi, e ve li elenco senza ulteriori commenti, l’idea fatevela da voi

  • L’attesa fuori dal ristorante. Abbiamo prenotato alle 21 e ci hanno fatto sedere alle 21,40. Però era sabato, e ormai a Roma è diventato quasi impossibile andare a cena fuori senza fare prima questo piccolo calvario;
  • L’attesa dentro il ristorante. Ci siamo seduti alle 21,40 e il primo antipasto è arrivato alle 22,20. Questo è molto meno giustificabile, anche se c’è da dire che sul menu, IN OGNI PAGINA, è scritto che ogni piatto è preparato al momento e che quindi le attese sono lunghe;
  • Il servizio approssimativo. Approssimativo è dir poco: ordinazioni prese in modo approssimativo, scegliendo tra i tavoli quelli più rumorosi piuttosto che quelli arrivati prima, bicchieri mancanti sul tavolo, grasse risate del cameriere al nome di un piatto, come se non ne avesse mai sentito parlare, attese surreali, dell’ordine dei 40 minuti per una brocca d’acqua chiesta e più volte sollecitata… mah!
  • La mozzarella di bufala con zucchine alla Scapece, ordinata come antipasto è arrivata insieme ai primi (evidentemente era stata preparata sul momento…), sospettosamente compatta e poco succosa, nonostante il menu garantisse l’arrivo giornaliero, e soprattutto accompagnata senza giustificazioni da un pomodoro a fette anziché dalle zucchine;
  • La carbonara al tartufo, originale ma ultra-salata;
  • L’acqua depurata. (Mal)costume oramai diffusissimo: acqua depurata e resa eventualmente frizzante: 1 litro per 1,5 Euro. Che diamine!
  • Le pinse sono buone, ma. Come ho detto, la pinsa è a mio avviso il miglior piatto del locale, e lo consiglio vivamente. Un’amica che era con me, e che ha preso la pinsa parmigiana, ha detto che sembrava una ciabatta con il fondo bruciato… relata refero, ma io resto del mio parere;
  • I dolci finiti. La fase “dolci” è stata esasperante al limite del parossismo, del tipo: abbiamo ordinato, tra gli altri, tre semifreddi affogati e uno strudel. Il cameriere sale (eravamo al piano interrato), dopo 10 minuti scende e dice che è rimasto solo un semifreddo. Allora chiediamo al volo di sostituirli con una tiramisù e uno strudel. “Ma il tiramisù è finito” ci fa subito. “Ok, prendiamo una crostata”. Il cameriere risale, dopo ALTRI 10 minuti riscende e ci dice che sono finiti tutti gli strudel e che dovevamo cambiare ordinazione… Forse questa rientrava nel servizio approssimativo, ma ormai l’ho scritta qui!
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    Pinsa e Buoi
    viale dello Scalo di San Lorenzo 15
    Roma
    06-4456640
    http://www.pinsaebuoi.it


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20 Commenti

  1. diggita.it 5 marzo 2008 09:36

    Pinsa e Buoi » SecondoMe 2.0 – Recensioni ristoranti a Roma

    Parto dal mio personalissimo giudizio finale: Pinsa e Buoi potrebbe essere un ottimo ristorante, con piatti sufficientemente ricercati e contemporaneamente con un’ampia libertà di scelta nel menu. Però poi inciampa (e a volte cade, anche rumorosame…

  2. caterina 7 aprile 2008 23:00

    ciao a tutti sono stata anche io spesso e MOLTO VOLENTIERI al pinsa e buoi. il mio modesto parere è che è un ottimo locale dove si mangia benissimo con una buona selezione di vini e personale gentilissimo.
    consiglio a tutti di provare sono convinta che 1 su 1000 esce non soddisfatto.

  3. SecondoMe 8 aprile 2008 20:33

    Ciao a tutti!
    Nel mio blog personale mi sono trovato questo commento di Susanna, che vi riporto qui per completezza. A seguire, la mia risposta.

    ciao sono susanna ho letto il tuo commento circa il Pinsa e buoi e sono rimasta sconcertata visto che sono liente assidua del ristorante e figlia di ristoratori. sinceramente non ho mai riscontrato tanta poca garbatezza dei camerieri anzi li ho sempre trovati tutti estremamente gentili compresi i titolari. mi lascia senza parole il tuo giudizio sui vari piatti…per prima cosa non ho ben capito che hai mangiato visto che spazi dai primi alle carni secondo te non buone, valuti la pinsa prima una “bufala” perchè hanno dato il nome ad una cosa già esistente e dopo la esalti…quindi”che cosa hai mamgiato? paste fatte in casa con ingredienti di ottima qualita??? ma ci sei mai stato veramente?????
    tanto per soddisfare la tua curiosità e per farti trovare pronto mai ti servisse ti chiarisco che:
    la “Pinsa” si chiama così dal latino “pinsere” ossia stendere è che è fatta con tre tipi di farine diverse e lasciata a lievitare per 3 giorni circa….se l’hai assaggiata dovresti averla digerita con al massimo 2 minuti!!!!!!
    per non parlare poi delle carni nazionali di ottima scelta e superbamente cucinate.
    ti consiglio di riprovare ancora come dice il proverbio forse sarai più fortunato come la maggior parte dei clienti del pinsa visto che è sempre pieno
    ciao susanna

    Cara Susanna-Caterina (suppongo tu abbia due nomi visto che la mail e l’IP del commento sono gli stessi del commento precedente),
    mi fa molto piacere, come avrai visto anche sul resto del sito, che nei commenti vi siano pareri differenti e opposti al mio, perché così i lettori si fanno una idea più precisa, non solo del mio punto di vista ma anche di quello degli altri.
    Venendo alle tue domande:
    1. Per la “questione pinsa”, ho riletto la recensione: dove ho scritto che è una bufala? Anzi, mi ha divertito molto la storia del nome, oltre ad essermi piaciuta come piatto.
    2. “che cosa hai mangiato?” – Credo di averlo scritto con profusione di particolari
    2. “paste fatte in casa con ingredienti di ottima qualità???” – Questa domanda, mi perdonerai, non l’ho capita
    3. “ma ci sei stato veramente?????” – Sì, le recensioni le scrivo solo nei ristoranti dove sono stato. Lo faccio per passione e divertimento.
    4. E’ possibile che ci tornerò, anche se non a breve, e come mi succede, se cambierò idea sugli aspetti che non mi hanno convinto (o su quelli che mi avevano convinto!) non mancherò di scriverlo. Sul fatto che sia sempre pieno, vorrai ancora perdonarmi ancora ma di per sè non è un indice di qualità, altrimenti per recensire i ristoranti basterebbe farsi un giro e contare le persone sedute e quelle in fila.

    A chiosa di tutto, cara Susanna-Caterina, la filosofia di questo blog è raccontare come mi sono trovato nei ristoranti dove ho mangiato. SecondoMe è nato per dire a tutti quello che direi ad un amico che mi chiedesse informazioni su un locale. Per questo non ho alcuna pretesa di assolutezza nei giudizi miei e di tutti gli autori del blog, ma non accetto neppure dubbi sulla loro genuinità.

    A presto,

    Marco

  4. #6 8 aprile 2008 22:39

    Pensa se la recensione l’avessimo scritta noi dopo la famosa Blogcena
    :-)

  5. SecondoMe 9 aprile 2008 18:17

    Ecco! Altro che sconcerto! |-D

  6. borluzzo 16 giugno 2008 17:34

    ho mangiato in questo posto un paio di volte, per “motivi di lavoro”. ho pagato 18 euro per un primo e le bevande… Mi sembra davvero un pò troppo.

  7. Alessandra 12 luglio 2008 13:20

    Sono andata una paio di volte a Pinsa e Buoi, è un locale che mi hanno fatto scoprire di recente l’ho trovato molto carino, il personale gentile e i piatti (gli antipasti soprattutto) molto buoni; il prezzo nella media forse si alza con i vini come sempre d’altronde.
    A me è piaciuto.

  8. Alex Grech 25 luglio 2008 18:54

    Sono stato a Pinsa e Buoi tre volte in questi ultimi tre mesi. Ho sempre mangiato benissimo (gl’antipasti sono una meraviglia) ed il servizio e’ stato ottimo!! Forse e’stata soltanto una giornata ‘no’ – la consiglio di tornare.

  9. Mush 31 gennaio 2009 16:49

    Snon stato 3 volte da Pinsa, devo dire, a parte il prezzo medio(forse un pò altino, ma comunque calcolando la particolarità dei piatti e la garanzia della genuinità si rientra nel tollerabile) non ho riscontrato NESSUNO deidifetti da lei evidenziati, compresa l’attesa in caso di prenotazione…..

    Che dire… serata no la sua????

    Stasera ci ritorno, le farò sapere.

    ;o)

  10. umberto 2 febbraio 2009 16:55

    solo per dire che “ritenta sarai più fortunato” non è un proverbio ma un’esortazione che compariva (ma forse compare ancora) all’interno di un cioccolatino della mia infanzia che si chiamava “boero” e che dava la possibilità, una volta scartato, di vincere un altro cioccolatino dello stesso tipo. le possibilità erano quindi due nell’aprire il non cherì dei poveri, un gustoso bombon al cioccolato fondente con ciliegia all’interno. dalla stagnola poteva emergere la scritta “bravo, hai vinto un boero” oppure la frustrante frase in oggetto “ritenta sarai più fortunato”.

  11. SecondoMe 2 febbraio 2009 17:47

    Che ricordi… i Boeri con l’incarto rosso e la stagnola dentro… ero piccolo e ne ho mangiati non so quanti!

  12. [...] l’antica schiacciata romana. Senza farla tanto lunga, è una pinsa, come quelle proposte da Pinsa e buoi. Si tratta di una pizza oblunga, spessa, dall’impasto molto fragrante. I condimenti possibili [...]

  13. eva 24 marzo 2009 16:02

    salve

    per una cena-pizza tre coppie con 4 bambini 2-5 anni di sabato sera, in zona stazione trastevere cosa consigliate tra Antica Schiacciata Romana, Bir & Fud, e Retro (via dal pozzo)?

    vogliamo cenare con qualità in locale che possa su-sopportare i bambini

    grazie

  14. Mauro 8 settembre 2009 20:47

    Ci sono stato la settimana scorsa: non ho riscontrato i problemi riportati. L’unica delusioni sono le porzioni, tutt’altro che generose.

  15. Marina 12 gennaio 2010 21:46

    La pinsa è meno di una ciabatta dal fondo bruciato..
    Appena tornata furibonda!
    Pasta dal sapore acidulo,ammassata, dura e difficile da tagliare…. il mio giudizio è pocp lievitata..fondo bruciacchiato, codimento scarso.
    avranno cambiato cuochi????

  16. Antonio 31 gennaio 2010 12:05

    Salve, scusate ma non riesco a trovare riscontro alle critiche espresse sul Pinsa e… negli ultimi tempi ci vado spesso, e devo dire MAI deluso. Orari elle prenotazioni rispettate sempre e l’unica volta che sono arrivato in anticipo (15 min), l’attesa è stata accompagnata da preosecco omaggio della casa (ed era sabato sera) e sono stato fatto accomodare 5 min prima dell’orario della prenotazione *_*. Il servizio poi è sempre puntuale e gentile.La cucina devo dire veramente ottima, il fagottino con bufala e tartufo e gli involtini di melenzane sono sublimi. Le carni non le ho mai trovate “secche” (ed io sulla carne sono un tipo “difficile”). la pinsa poi è veramente della misura giusta, non lascia nessun gusto acidulo (ne ho mangiate nel tempo di diverse, con fiori, ortolana, con bufala e pachino, focaccia bianca)ed è veramente digeribile (si non è una “vera” pizza e questo da campano ve lo posso assicurare, ma è di certo buona). I salumi ed i formaggi sono buoni ed infine i dolci (la mia passione), che dire del tortino Matteo o dello strudel di mele con cannella o del riso soffiato con cioccolato (da mangiare rigorosamente con le mani)? veramente ottimi. I vini poi con un ricarico giusto. LO CONSIGLIO vivamente

  17. SecondoMe 31 gennaio 2010 12:07

    Antonio, i commenti sono qui per questo! Così ognuno porta la sua esperienza.
    Grazie per il contributo! :)

  18. Patrizio 11 febbraio 2010 17:23

    sono stato 2 volte da Pinsa e Buoi, e devo dire due esperienzi culinarie ottime, ma come descritto nel post precedente, negativa dal pnto di vista del servizio.
    Il prmo giorno approssimativo, ma sufficientemente puntuale, la seconda……..un’attesa infinita, al limite della sopportazione, dopo 1h e 30 volevamo alzarci e cambiare locale, ma era troppo tardi per trovare qualche altro locale con cucina aperta!
    comunque, siccome non c’è 2 senza 3, oggi rivado, incrocio le dita e anticipo l’orario.

    p.s. l’acqua in bottiglia mineralizzata e depurata, non andrebbe fatta pagare o comunque non più di 1 euro, ce l’ho a casa mi costringi a portarmi una borraccia!!!

    Bon Appetit

  19. pina 21 marzo 2010 16:10

    Andata ieri sera per la prima volta…cena ottima.
    La pinsa l’ho mangiata bianca in accompagnamento al tagliere di salumi e formaggi (buonissimi) ed era veramente buona, fragrante e leggera.
    Poi due primi spettacolo: fettuccine con agnello e carciofi (la sfoglia delle fettuccine era perfetta) e ravioli con culatello e fonduta di parmigiano (saporitissimi). Per dolce abbiamo preso un tortino con pistacchi e crema chantilly, abbiamo aspettato un po’ per averlo ma era davvero gustoso (e caldo).
    Era sabato e nonostante il ristorante fosse pieno non abbiamo avuto particolari disservizi, anzi. Il prezzo medio non è certo basso, però secondo me è giusto rapportato alla qualità.Ho voglia di ritornarci.

  20. skyler 7 maggio 2010 14:04

    io ci sono stata qualche giorno fa. Ho ordinato un antipasto, chiedendo alla cameriera cosa contenesse. Le ho specificato che non posso mangiare derivati del latte, quindi formaggi, burro, mozzarella ecc. lei mi ha detto che era tutto vegetale. Invece, oltre alla spolverata di formaggio decorativo, al primo boccone sento sapore di formaggio. La chiamo, lei ripete che non ce n’è, quando mi vede preoccupata va a chiedere in cucina. “mi scusi, ma c’è del formaggio. Qualcuno di voi lo vuole?” e rifila ai miei amici l’antipasto. Ora, io sono ‘solamente’ intollerante, ma se fossi stata allergica? avrei dovuto specificare “pericolo di morte” per ottenere una maggiore attenzione? Anche escludendo questo incidente, in generale il servizio non mi è piaciuto. La pinsa poi mi ha rotto le gengive al limite del sanguinamento, e di sapore non era eccelsa. Il conto è poco adeguato al contenuto dei piatti, ma questo, si sa, è difetto comune a molti.

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