Pane rapido al farro semi-integrale

Si tratta di un pane a lievitazione diretta con un procedimento sperimentale per tagliare al massimo i tempi se si ha bisogno di una pagnotta fragrante in poco tempo.

Ingredienti

200 g farina di farro Tipo 2
200 g farina di grano tenero Tipo 2
100 g farina manitoba
350 g di acqua
15 g lievito di birra fresco
25 g olio di oliva
12 g sale

Procedimento

Tutto insieme in ciotola (avevo detto che era veloce, no?), liquidi sotto, con il lievito sbriciolato dentro, e farine e sale sopra.
Si impasta per una quindicina di minuti, poi si forma a palla, si mette in ciotola coperta da pellicola e via nel forno preriscaldato per 2 minuti (idealmente a temperatura costante di massimo 30 gradi, ma su questo c’è un bel range di flessibilità).

Dopo venti minuti si riprende l’impasto, che avrà iniziato un po’ di lievitazione, lo si mette su un piano leggermente infarinato (se non vi va di tirar fuori la spianatoia, un vassoio da cucina fungerà all’uopo), lo si sgonfia sommariamente e si fa un giro di pieghe a tre, poi si rimette a lievitare nel forno.
Se non sapete cosa è una piega a tre, ci sono un migliaio di video a mostrare come si fa, eccone uno.

Dopo 10 minuti, si riprende, si risgonfia, altra piega a tre e poi a lievitare.
Dopo altri 10 minuti, ultima piega a tre e a lievitare.
Dopo l’ultima piega fate lievitare per un’altra mezz’ora, l’impasto dovrebbe quasi raddoppiare.

Passata la lievitazione, si rimette l’impasto sul piano infarinato, lo si sgonfia e si forma la pagnotta prendendone i lembi e portandoli al centro fino a che non si creerà una bella palla.
Si rovescia la palla su una teglia eventualmente rivestita di carta forno (se si ha una refrattaria in forno, si può rovesciare la pagnotta su una pala infarinata), si copre con un canovaccio o con una insalatiera grande e mentre fa una breve lievitazione, si accende il forno a 250° poggiando sul fondo del forno un pentolino con dell’acqua.
Il pentolino genererà l’umidità in forno che impedirà nei primi minuti di cottura che l’esterno del pane si secchi e impedisca l’ulteriore lievitazione in forno.
Dopo circa 20 minuti si inforna la pagnotta.

I primi 10 minuti di cottura si fanno tenendo la temperatura a 250° con il pentolino in fondo.
Poi si toglie il pentolino, si abbassa a 200° e si tiene a cuocere per altri 50 minuti. Se la crosta non sembra abbastanza scura, anche qualcosa in più.

Una volta sfornato, mettere subito su una gratella a raffreddare per evitare che la condensa ammorbidisca la parte inferiore della crosta.

Enjoy!

BioGusto

BioGusto è un ristorante che si propone come “100% Biologico”, e che fa della ricerca di cibi e prodotti senza conservanti e senza trattamenti chimici una delle proprie ragion d’essere.

Il grande e meritevole impegno su questo fronte, tuttavia, non è a mio avviso bilanciato da una pari ricerca sul fronte del gusto nelle portate, che resta relativamente anonimo e sottotono. A questo si aggiunge un servizio un po’ distratto e approssimativo. Come ristorante, insomma, non mi ha proprio convinto.

Ci troviamo sulla Trionfale all’altezza del San Filippo Neri, in una struttura rustica interamente occupata dalle due sale del ristorante. L’effetto è molto piacevole, sembra di essere in un agriturismo, e nella sala più grande è anche presente uno spazio per far giocare i bambini. I tavoli sono ben distanziati, dando così una confortevole sensazione di privacy nel corso della cena.

Quanto al menu, abbiamo provato il percorso gastronomico suggerito dalla cameriera. Per 30 Euro si può scegliere un antipasto (di mare, di monti o vegetariano), un primo e un secondo qualsiasi, patate o insalata come contorno e un dolce.

L’antipasto che abbiamo scelto (gli sfizi di monti dello chef) era composto da tre asparagi gratinati, una piccola melanzana ripiena di carne e un paio di fettine di un non meglio indicato salame. Abbiamo avuto un po’ di remore a chiedere che salame fosse, perché pochi minuti primi, durante l’ordine, Paola ha candidamente chiesto la differenza tra antipasto vegetariano e sfizi di monti, e la risposta della cameriera è stata: “che in quello vegetariano ci sono le verdure e in quello di monti c’è la carne”. Così. Secca. Senza replica. Continue reading “BioGusto”

Da Una Cantina

“Da una cantina” non è la classica trattoria dei Castelli, dove ci si va ad inciuccare in mezzo alla caciara più totale. Al contrario, possiamo farlo figurare nella categoria “Posti per fare bella figura”. Il locale è molto piccolo (circa 30 coperti), ma accogliente; sui tavoli, calici distinti per acqua e vino, centro-tavola con fiori e anche le candele.
Cosa si mangia? Il menu varia con le stagioni, fatevi consigliare dal proprietario Paolo o da sua moglie. Continue reading “Da Una Cantina”