BioGusto

BioGusto è un ristorante che si propone come “100% Biologico”, e che fa della ricerca di cibi e prodotti senza conservanti e senza trattamenti chimici una delle proprie ragion d’essere.

Il grande e meritevole impegno su questo fronte, tuttavia, non è a mio avviso bilanciato da una pari ricerca sul fronte del gusto nelle portate, che resta relativamente anonimo e sottotono. A questo si aggiunge un servizio un po’ distratto e approssimativo. Come ristorante, insomma, non mi ha proprio convinto.

Ci troviamo sulla Trionfale all’altezza del San Filippo Neri, in una struttura rustica interamente occupata dalle due sale del ristorante. L’effetto è molto piacevole, sembra di essere in un agriturismo, e nella sala più grande è anche presente uno spazio per far giocare i bambini. I tavoli sono ben distanziati, dando così una confortevole sensazione di privacy nel corso della cena.

Quanto al menu, abbiamo provato il percorso gastronomico suggerito dalla cameriera. Per 30 Euro si può scegliere un antipasto (di mare, di monti o vegetariano), un primo e un secondo qualsiasi, patate o insalata come contorno e un dolce.

L’antipasto che abbiamo scelto (gli sfizi di monti dello chef) era composto da tre asparagi gratinati, una piccola melanzana ripiena di carne e un paio di fettine di un non meglio indicato salame. Abbiamo avuto un po’ di remore a chiedere che salame fosse, perché pochi minuti primi, durante l’ordine, Paola ha candidamente chiesto la differenza tra antipasto vegetariano e sfizi di monti, e la risposta della cameriera è stata: “che in quello vegetariano ci sono le verdure e in quello di monti c’è la carne”. Così. Secca. Senza replica.

Come primi, un gustoso Farro e Zenzero: una specie di maltagliati al farro accompagnati da una salsa di carote e zenzero, e un pressoché anonimo (per quanto, almeno per me, originale) piatto di Ravioli caserecci “Biogusto”, ravioli, anche questi di farro, ripieni di ricotta e bieta e conditi con semplice pomodoro e basilico. Buona l’idea della bieta nel ripieno, peccato per il sapore, forse troppo delicato.

Come secondi è andata meglio a me, con una Battuta di manzo croccante, in cui la croccantezza è data da una sfiziosa composizione di pan grattato e frutta secca. Quanto al Tofu in guazzetto che ha preso Paola la salsa di pomodoro che costituiva il guazzetto era davvero troppo scontata e quotidiana come sapore.

Molto buoni invece i contorni, sia la cicoria ripassata nella quale la qualità della materia prima emerge nettamente, sia l’insalata di misticanza, mele, mandorle e miele (fuori menu rispetto alla degustazione).

Dolci assolutamente da migliorare, sia il semifreddo con mandorle caramellate, sia la torta con mousse al cioccolato e frutti di bosco sono molto grasse al gusto e molto al di sotto dello standard delle altre portate.

I due menu, con acqua e una bottiglia di vino, ci sono costati complessivamente 38 Euro a testa.

Insomma, un ritratto in chiaro-scuro. Non escludo di tornare in un prossimo futuro, quanto meno per verificare la rotazione del menu (essendo prodotti biologici e senza conservanti, la variazione dei piatti dovrebbe essere abbastanza rapida) e dare un giudizio definitivo sul ristorante.

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