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3hg Taberna

Circonvallazione Casilina 51
Roma
349-7311971
email: trehg@hotmail.it

Giorno di chiusura: Lunedì Martedì

3hg è un ristorante che ha aperto un paio d’anni fa nel cuore del Pigneto e che fa della contaminazione gastronomica tra terra e mare la propria chiave di lettura principale.

Dovessi trovare una parola per descrivere il locale, questa parola sarebbe molto probabilmente “bizzarro”. Anzi, sarebbero due: bizzarro e divertente.
Il cuoco e i gestori sono tre ragazzi sardi, il locale è stato chiaramente in passato un ristorante cinese (lo si desume dagli arredi e dal fatto che è attaccato a un hotel cinese. Lo sapevate che esistevano hotel cinesi a Roma fuori dalla zona di piazza Vittorio? Io no!), e in fondo alla lunga e ampia sala contornata da colonne ioniche e corinzie c’è un maxischermo che proietta “Class News”.

Sì: cucina di ispirazione sarda, arredi di ispirazione cinese, architettura di ispirazione greca e maxischermo di ispirazione… postmoderna?
Come lo definireste voi tutto questo?

Sottile è la linea che divide un buon ristorante bizzarro da un ristorante dozzinale e arraffazzonato (e Roma ne è piena).
Benché l’impatto iniziale per location e allestimento non sia dei migliori, 3hg si mantiene ben saldo al di qua della linea grazie alla indiscutibile (vabbè, se volete discutiamone!) bontà della propria cucina.

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Margarì

Via Vincenzo Coronelli 30
Roma
06-21700650
Sito Web: http://www.margari.it
email: infomargari@margari.it

Giorno di chiusura: Lunedì

Era già qualche tempo che mi ero ripromesso di andare da Margarì, incuriosito da un commento che Serena, una lettrice di SecondoMe.com, aveva lasciato sulla recensione di Amalfi. Non vi scomodate a seguire il link. Il succo del discorso era: “Comunque, l’unica vera pizza napoletana DOC, a mio parere, resta quella di Margarì al Pigneto!”.

Do atto all’onestà di Serena, perché ha scritto “a mio parere”.
E allo stesso modo, dopo esserci stato, posso dire che quella di Margarì è, a mio parere, una tra le peggiori pizze che abbia mangiato nell’ultimo anno (non mi spingo oltre perché la mia memoria gastronomica non me lo consente…). E cercherò di spiegarvi anche il perché. Anzi, se c’è qualcuno che mi riesce a spiegare il successo di questa pizzeria, di cui si sente parlare molto, ne sarò, senza ironia, molto contento.

Inizio infatti con il sottolineare che la sala, che può ospitare un centinaio di coperti (credo che l’estate abbiano anche uno spazio esterno), era strapiena. Continue reading