Single Hop Festival – Degustazione di birre al 4:20 – Venerdì 25 e Sabato 26 novembre 2011

Non vi siete ancora organizzati per il weekend? Ho ricevuto un paio di giorni fa questa segnalazione da parte della Brasserie 4:20 vicino Porta Portese(non la conoscete? Male, malissimo! A breve posterò una recensione) e mi piace condividerla con voi.

Si tratta di due eventi in due giorni all’insegna delle Indian Pale Ale brassate dal birraio danese Mikkeller.

Single Hop Festival Venerdì 25 e Sabato 26 Novembre

Nei due giorni del Festival saranno in degustazione, a 4,50 Euro l’una, ben 10 IPA Single Hop di Mikkeller, tutte identiche nela ricetta tranne che per un unico dettaglio: sono birrificate usando un unico luppolo (da cui il nome “single hop”) differente per ognuna.

Di fatto è un’occasione unica per scoprire quanto la qualità e tipologia di luppolo, ceteris paribus, influisca sul risultato organolettico finale.

Vip BBQ Session pomeridiana – Sabato 26 Novembre

Nell’ambito del festival è prevista anche, per Sabato 26 dalle 12 alle 16, un barbecue all’aperto seduti nell’ampia terrazza del 4:20.

Oltre alla possibilità di degustare le birre del festival, verranno serviti piatti di carne e e vegetariani cucinati al barbecue e cucinati per oltre dodici ore negli affumicatori del locale. Il tutto accompagnato dalle Signature BBQ Sauce  dal 4:20.

Io penso di farci un salto!

Per prenotare o per maggiori informazioni:

Brasserie 4:20
Via Portuense 82 (mappa)
+39 0658310737
tecnobirra420@gmail.com

Una sera, tornando dal lavoro

Martedì 16 marzo 2011 è stata la Notte Tricolore, la notte di preparazione ai festeggiamenti per il 150° anniversario dell’unità d’Italia.

Io non l’ho attesa con particolare trepidazione, non ho fatto programmi e non pensavo che l’avrei vissuta con partecipazione. E invece. E invece mi sbagliavo.

Arrivato alle 22 a Roma da Milano, su un treno strapieno, dopo esser partito la mattina presto, pensavo che non avrei fatto altro che prendere la Metro, anzi, la navetta sostitutiva per tornare a casa. E invece. E invece mi sbagliavo.

Per tutta la giornata a Roma è scesa una pioggia battente, ma un’oretta prima del mio arrivo era già finita, lasciando il posto a quel fresco tepore tipico delle serate pre-primaverili.

Ho deciso quindi che sarei andato a prendere la navetta a Piazza della Repubblica, tanto per passeggiare un po’. Ed ecco lì la prima meraviglia: i palazzi che compongono l’esedra che dava il nome alla Piazza sono illuminati da potenti fari a comporre un mosaico bianco, rosso e verde. Ai loro piedi, un autobus, ribattezzato “Discobus Tricolore”, con musica disco “a palla” e tre-ragazze-tre all’interno a ballare.

Decido quindi di scendere un po’ per via nazionale, e prendere magari il 46 a Torre Argentina. Mai scelta fu più felice: al Quirinale mi aspettava una folla e un enorme palco con un’orchestra di ragazzini che suonavano l’Inno Nazionale.

Più giù, la Colonna di Traiano illuminata con il tricolore, ai piedi della quale dei cantanti lirici si esibivano per i passanti. E ancora, il Vittoriano illuminato a giorno, anche qui di bianco, rosso e verde, con l’orchestra dei Carabinieri in Alta Uniforme.

Prendo allora una bicicletta, grazie al mai sufficientemente lodato servizio di Bikesharing del Comune e mi faccio un giro di tutto il Centro. Stupendo: il tram del 1928 a Torre Argentina, il Tempio di Adriano come una grande bandiera, Montecitorio, il Senato, ma soprattutto, a piazza Colonna, la sede storica de Il Tempo sulla quale viene proiettato un video su cui scorrono ciclicamente le immagini dei personaggi e degli eventi che hanno segnato questi primi 150 anni dell’Italia Unita, video dal titolo “Sotto una stessa bandiera”. La musica che mi avvolgeva, insieme alle enormi immagini, è stato per me di gran lunga il momento più toccante di quella notte.

Qui di seguito, gli scatti fatti in giro per la città e il video di piazza Colonna.

Il fondo bruno e Cattivissimo Me

Venerdì scorso, grazie a Universal Pictures Italia e alle GGD Roma sono stato invitato a partecipare ad un mini-corso di cucina tenuto presso A tavola con lo Chef, in occasione dell’uscita in blu-ray di Cattivissimo Me.

La serata, condotta dallo chef Antonio Chiappini, è consistita nella preparazione, assieme ad altri foodblogger (tra i quali Max di CucinaSMS, Slawka di Marketing del vino, Daniela SenzaPanna e Giulia Rossa di Sera), di una cena tutta basata sul giallo, il colore dei Minions.

Divertente, non c’è che dire!

Ma una cosa che mi ha dato molta soddisfazione è stata la spiegazione da parte di Antonio del procedimento per fare il fondo bruno, che avevo letto tante volte e che mai avevo avuto la pazienza di preparare. Oggi ne ho approfittato, e condivido con voi la ricetta.

Il fondo bruno è una base che si può usare per insaporire (in questo caso di carne) tutti i piatti che lo richiedono, di fatto è un sostituto fatto in casa per il dado. E tutta la fatica per produrlo può essere capitalizzata coservandolo in formine da ghiaccio nel freezer, prendendone un cubetto quando serve.

Ingredienti

1,5 kg di ossa e cartilagini (quelle che avevo io erano di vitello e maiale)
300 g di carote
300g di cipolla bianca
200 g di sedano
3 spicchi di aglio
Pepe, Timo e spezie a piacere
7-8 ore a casa per la cottura

Procedimento

Lavare ossa e cartilagini e disporle su una teglia da forno molto ampia foderata di carta forno.
Infornare a 200° per un’ora e mezza. Al termine della tostatura in forno, eliminare con un cucchiaio il grasso dal fondo della teglia, aggiungere le verdure tagliate a pezzettoni e rimettere per un’altra mezz’ora in forno.

Una volta sfornato, passare tutto in una pentola molto capiente (eliminando l’eventuale ulteriore grasso) e aggiungere almeno sei litri di acqua, il sale (poco, perché il tutto si restrigerà di circa sei volte) e le spezie a piacere.

Portre a ebollizione a fiamma alta, e quindi abbassarla al minimo, lasciando sobbollire scoperto per almeno 4 ore, finché il tutto non si sarà ristretto a circa un litro.

Scolare, e una volta che il liquido si sarà raffreddato, eliminare l’ulteriore grasso, quindi travasare nelle formine per ghiaccio e passare in freezer.

Il barcone schiantato sul Tevere (quasi) in piena

Oggi mi sono trovato in giro per lavoro attorno all’ora di pranzo.

Sono passato da via della Conciliazione e ho visto, di fronte a Castel Sant’Angelo, una folla di persone.

Mi sono avvicinato e c’era un barcone schiantato su Ponte Sant’Angelo. Mai vista una cosa del genere. Poco dopo la zona è stata chiusa, ma intanto ma nel frattempo sono riuscito a fare una foto con il mio fido HTC:

Barcone schiantato su Ponte Sant’Angelo

Più avanti, all’altezza dell’Isola Tiberina, un oggetto per me non identificabile (credo una chiatta o un pontile mobile, ma sono ignorante quanto alla terminologia) è andato a schiantarsi contro una barca ormeggiata. Qui il video:

Il primato degli ideali contro la dittatura delle decisioni

Obama ad un comizioEmbé? Solo perché ne scrive mezzo mondo, non posso forse scriverne anch’io?

Diversamente da quattro anni fa, la sveglia di stamattina è stata particolarmente piacevole.

Durante la campagna elettorale Obama è stato particolarmente abile a costruire, prima ancora che un progetto politico, un quadro filosofico-culturale di riferimento nel quale innestare il proprio progetto politico. E già questo “ritorno agli ideali” mi sembra essere una novità da sottolineare, in un contesto in cui, a fronte di una crisi economica con pochi precedenti, la tentazione di abbandonarsi ad un pragmatismo spicciolo avrebbe potuto deviare ogni velleità di sistematizzazione della propria linea di azione.

Le difficoltà arriveranno, le decisioni quotidiane dovranno essere prese, il pragmatismo avrà modo di manifestarsi, ma l’aver ristabilito il primato degli ideali rispetto alla dittatura delle decisioni è la principale ragion d’essere della Politica. Il perché delle azioni non può risiedere sempre e solamente nell’imminenza delle necessità.

Governare senza un obiettivo alto a indirizzare i provvedimenti (per quanto questo obiettivo possa essere lontano, per quanto possa essere variabile rispetto alle condizioni contingenti) è come pretendere di attraversare un bosco ad occhi chiusi, scansando gli alberi tenendo le braccia tese in avanti: magari non ci si farà male, ma di certo non si uscirà, se non per caso, dal bosco. Questo è quello che ha fatto Bush nei suoi otto anni, questo è quello che nel suo piccolo, nel suo molto piccolo, sta facendo il centro-destra italiano (per tacer del centro-sinistra, che negli anni scorsi commetteva l’errore opposto, cercando di orientarsi solo guardando le stelle, senza peraltro saper nulla di astronomia, e andando a sbattere contro un albero ad ogni pié sospinto).

E allora: Auguri Presidente! E Grazie, Stati Uniti, per la positiva spavalderia che riuscite a dimostrare di fronte ad ogni cambiamento, per quanto radicale possa sembrare!

(foto New York Magazine)

BookCamp

Logo BookCamp

Domani sarò al BookCamp, a Rimini, partire dalle 16.

Che il programma sia interessantissimo è evidente.

Che lo standing dei partecipanti sia superlativo è palese.

Ma quello che trovo geniale è il motto, ad opera di Mario Guaraldi.

Se venite, ci si vede lì!

Sei anni, quattro mesi, nove giorni – Vite parallele

.

Il 23 febbraio 2002 lavoravo tranquillamente all’università, facevo esperimenti in galleria del vento mettendo a frutto le conoscenze di aerodinamica acquisite durante il corso di laurea.

Il 23 febbraio 2003, dopo aver iniziato a lavorare al SanPaolo IMI come valutatore di progetti di Ricerca e Sviluppo, mi trovavo a Napoli per un corso. Sono rimasto lì per un mese circa, ed è stato un periodo molto divertente.

Il 23 febbraio 2004 forse mi trovavo a Torino. Da due anni io e la mia fidanzata di allora facevamo i pendolari tra la capitale sabauda e quella pontificia. Stancante ma divertente.

Il 23 febbraio 2005 mi stavo riprendendo dallo shock di essere stato lasciato dalla fidanzata (anzi, più politically correct: di aver deciso di lasciarci). E di lì a poco mi iscrissi al corso di Scrittura Creativa di Cinzia Tani, che mi avrebbe cambiato la vita.

Il 23 febbraio 2006 dopo un viaggio negli Stati Uniti poco avventuroso ma molto divertente (se per “divertente” intendete dormire in 4 cristoni pelosi dentro un doppio letto matrimoniale in un Motel6 nei sobborghi di Washington in pieno agosto), avevo da poco avuto la conferma che la mia vita sarebbe cambiata. In meglio.

Il 23 febbraio 2007 stavo vivendo in pieno la ristrutturazione aziendale del mio nuovo datore di lavoro, la BNL, acquisita da poco da BNP Paribas. Mesi di incertezza terribile sul mio futuro professionale, con l’orribile sensazione di non poter fare nulla per determinarlo.

Il 23 febbraio 2008 avevo da pochi giorni salutato Paola in partenza per Palermo. Una partenza in nave, struggente come tutte le partenze in nave. Da poco avevamo festeggiato il nostro primo anno di convivenza, tanto facile a realizzarsi quanto difficile ad immaginarsi.

Oggi mi sto preparando ad una grande scelta, ma di questo ve ne parlerò in un altro momento… Tra l’altro, è stato il ventisettesimo compleanno di mio fratello. Abbiamo festeggiato allegramente in famiglia, tra porzioni pantagrueliche di pasta al forno e candeline che hanno storpiato una torta inacidita.

Il 23 febbraio, Ingrid Betancourt è stata rapita dalle FARC.

Oggi è stata liberata.

Sei anni, quattro mesi, nove giorni sono molto lunghi.

Bentornata, Ingrid!

E’ nato Wondersposi.com!

…ovvero, come mettere in piazza il proprio matrimonio.

Su www.wondersposi.com c’è il nostro esperimento, a metà tra il blog per raccontare il nostro matrimonio e il sito di servizio per gli invitati. Per ora stiamo aggiungendo ancora i contenuti di base, ma presto faville e scintille!