Il Quinto Quarto

Quinto QuartoQuinto quarto, quando le aspettative condizionano le valutazioni. È bastata una semplice apparizione in una delle classifiche del Gambero Rosso – le 10 migliori carbonare di Roma – per stuzzicare la nostra curiosità ma anche farci uscire delusi, almeno io perché Marco è stato un po’ più ‘light’.

Oddio, forse deluso è esagerato, però… Andiamo a descrivere la divertente ‘magnata’ che martedì 2 novembre ci siamo fatti io e Marco nella ‘piccola osteria’ di Ponte Milvio (via della Farnesina per l’esattezza). Dovete infatti sapere che l’osteria Quinto quarto è composta da una minuscola e accogliente sala con cucina a vista e da un altro spazio (dunque pochi coperti) non in muratura ma coperto da un telone grazioso con ‘finestre’, sufficientemente riscaldato e graziosamente arredato ‘minimal’ come anche si può intravedere dalle foto (poche) che si trovano nel sito, ricco invece di informazioni ‘tecniche’ e storiche sul cibo del territorio.

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And the Winner is…

Complimenti a Laura Fujiko, che ha vinto ieri sera il contest Geek O’Lantern!

La premiazione si è svolta ieri durante la sesta serata organizzata dalle ragazze della Girl Geek Dinner Roma, e la ricetta con la quale Laura ha vinto una cena offerta da noi di SecondoMe è il Toast di zucca con orata e provola. Provatela, e fateci sapere cosa ne pensate.

Un ringraziamento anche alle altre due finaliste, Marina Berardi e Alessandra Rotondo e a tutte le altre partecipanti.

E ora, aspettiamo di sapere in quale ristorante deciderà di andare a cena Laura!

Vinci una cena pagata da SecondoMe.com, partecipa al contest GGD Roma 6!

Oggi usciamo un po’ dal seminato delle recensioni per segnalarvi un contest:

SecondoMe sponsorizza la serata organizzata dalle Girl Geek Dinners Roma per il 5 novembre al Faenas Café (qui i dettagli) mettendo in palio un voucher da 100 Euro da spendere per una cena presso uno dei ristoranti recensiti su SecondoMe.com.

Vincere è molto semplice, dovrete solo:

  • essere donne
  • inventare una ricetta a base di zucca e proporla sul vostro blog
  • segnalarla sul sito delle GGD, come descritto in questo post
  • essere le più votate!

Semplice, no? E allora correte, andate a iscrivervi!

BioGusto

BioGusto è un ristorante che si propone come “100% Biologico”, e che fa della ricerca di cibi e prodotti senza conservanti e senza trattamenti chimici una delle proprie ragion d’essere.

Il grande e meritevole impegno su questo fronte, tuttavia, non è a mio avviso bilanciato da una pari ricerca sul fronte del gusto nelle portate, che resta relativamente anonimo e sottotono. A questo si aggiunge un servizio un po’ distratto e approssimativo. Come ristorante, insomma, non mi ha proprio convinto.

Ci troviamo sulla Trionfale all’altezza del San Filippo Neri, in una struttura rustica interamente occupata dalle due sale del ristorante. L’effetto è molto piacevole, sembra di essere in un agriturismo, e nella sala più grande è anche presente uno spazio per far giocare i bambini. I tavoli sono ben distanziati, dando così una confortevole sensazione di privacy nel corso della cena.

Quanto al menu, abbiamo provato il percorso gastronomico suggerito dalla cameriera. Per 30 Euro si può scegliere un antipasto (di mare, di monti o vegetariano), un primo e un secondo qualsiasi, patate o insalata come contorno e un dolce.

L’antipasto che abbiamo scelto (gli sfizi di monti dello chef) era composto da tre asparagi gratinati, una piccola melanzana ripiena di carne e un paio di fettine di un non meglio indicato salame. Abbiamo avuto un po’ di remore a chiedere che salame fosse, perché pochi minuti primi, durante l’ordine, Paola ha candidamente chiesto la differenza tra antipasto vegetariano e sfizi di monti, e la risposta della cameriera è stata: “che in quello vegetariano ci sono le verdure e in quello di monti c’è la carne”. Così. Secca. Senza replica. Continue reading “BioGusto”

Accasadì

Mercoledì 1 settembre 2010 abbiamo deciso che era arrivata l’ora di andare da “Accasadì”. Da tempo alcuni i colleghi, in particolare una abitante nella stessa via, ne parlavano bene e così, spinti anche dalla curiosità e previa incursione nei vari blog dove se parla de magnà.., prenotiamo e andiamo. Tipica pizzeria-ristorante di quartiere posizionata in viale Opita Oppio, all’inizio della Tuscolana (dico inizio perché nel mio immaginario questa strada inizia dagli archi dell’acquedotto e non a Re di Roma…), via ampia e comoda soprattutto per parcheggiare in doppia fila.

È mercoledì e la sala è piena e anche nei tavoli all’aperto è quasi ‘sold out’ nonostante la serata non calda. Il tavolo riservatoci all’interno è ‘in mezzo alla via’, perfetto per vedere come funziona il tutto. I blog non avevano sbagliato: tavoli esageratamente vicini anche se l’atmosfera minimal elegante (quasi trendy nonostante il saccheggio da Ikea, almeno così sembra..) è caotica ma piacevole.

Servizio rapido ed attento, ci serve un cameriere giovane con basettoni e parlata siciliana (?). La comanda la prende una specie di carabiniere, forse il direttore di sala (alla cassa però c’è un’altra persona) che mentre scrive guarda da altre parti come a controllare che tutto vada bene, tanto da farci dubitare di avere scritto le cose giuste. Ma l’efficienza qui la fa da padrone e lui è veramente attento e preciso, a dispetto dell’atteggiamento empatico.

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Genkai 2

Da poco più di un anno ho iniziato ad addentrarmi e ad apprezzare la cucina giapponese, e ancora non sono neppure lontanamente in grado di dare giudizi circostanziati, ma devo dire che Genkai 2 è diventato in questo breve tempo uno dei miei punti di riferimento, uno dei miei ristoranti preferiti.

Ci troviamo nel quartiere Prati, vicino Piazzale degli Eroi, a due passi da Pizzarium di Bonci. Un posto assolutamente impervio per parcheggiare l’auto. E già qui lo stile di Genkai si fa sentire: si può portare l’auto in un garage pagato direttamente dal ristorante. Sì, perché uno dei pilastri che mi fa tornare sempre volentieri in questo locale, oltre alla bontà del cibo, è l’estrema cura del cliente, il calore umano che si percepisce in tutta la squadra, dai camerieri, alla proprietaria, ai vari cuochi.

Ma veniamo al locale. Non è grandissimo, conterà una trentina di coperti in tutto, ed è diviso in tre aree principali: una sala più tradizionale, con la maggior parte dei posti, una piastra a vista con un bancone che gira intorno e una decina di posti per mangiare mentre si vede il cuoco fare acrobazie con i cibi in cottura, e un piccolo privé, se si vuole optare per una cena romantica.

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La Paloma – Cucina spontanea

Che c’azzecca l’Isola del Giglio?, voi direte… C’azzecca eccome, ed ecco perché (e sia chiaro che la lunga premessa è parte integrante di questa recensione…). Nel settembre 2009, arrivati al porto un’ora prima della partenza del traghetto, io e Sandra decidemmo di chiudere in bellezza l’ultimo week end estivo trascorso all’Isola del Giglio con un piatto di pesce alla Paloma, ristorantino di Giglio porto posizionato proprio davanti l’attracco e di cui in giro si diceva un gran bene (anche che non fosse economico ma nemmeno caro). Fu un’esperienza memorabile, quel primo di pesce si rivelò straordinario e decidemmo così di tornare appena possibile. Detto, fatto: sabato 7 agosto 2010 accompagnati da Riccardo, dodicenne mangiatore vorace di cozze, decidiamo di dedicare la giornata al pranzo da Paloma.

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La Casetta di Campagna

La casetta di campagna (o “le casette di campagna”? Boh, non l’ho mica capito) è un ristorante pizzeria enorme. O meglio: è un ristorante enorme e una pizzeria enorme: ci troviamo in via Affogalasino, vicino via del Casaletto, in una zona che pur essendo dentro Roma è a tutti gli effetti in mezzo alla campagna. E qui si stende questo posto gigantesco, immagino utilizzato anche per ricevimenti et similia, con due strutture, una adibita a pizzeria e una a ristorante. I coperti sono sicuramente più di duecento.

Noi abbiamo provato la parte di ristorante, e anche se non ne siamo usciti entusiasti, penso sia un indirizzo da tenere presente.

Il servizio è gentile e puntuale, e una particolare cura è dedicata alla presentazione dei piatti.

Venendo al sodo, abbiamo provato come antipasti  il frittoccio, un fritto misto con polpettine di verdure, fiori di zucca e cannoli di pasta phillo, il tutto servito molto scenograficamente in cartocci di carta da pane e scatoline di cartone. Sempre per antipasto dell’ottimo prosciutto crudo e mozzarelle di bufala. Continue reading “La Casetta di Campagna”

Carrot cake con ganache al cioccolato

Per il compleanno di Paola ieri ho preparato una torta un po’ particolare. I requisiti iniziali, non sapendo se avremmo potuto disporre del frigorifero durante la festa, erano dati dal non utilizzare ingredienti che potessero inacidire. Ne è venuta fuori questa carrot cake con ganache al cioccolato che mi ha proprio soddisfatto. La ricetta l’ho presa, modificando un po’ le quantità, da Joy of Baking.

La torta è strutturata in due piani, ognuno è fatto con una teglia rettangolare 25x35cm (tenetene conto per le quantità). I due piani sono tenuti insieme e ricoperti da una ganache al cioccolato, che altro non è che una crema costituita da panna e cioccolato. La decorazione non è costituita da altro che farina di cocco colorata con coloranti alimentari e da qualche fiore in pasta di zucchero.

La ricetta della torta

Ingredienti (per una teglia, quindi bisogna raddoppiarli)

120 g di noci
420 g di carote tritate (notare che i 420 grammi si riferiscono alle carote pulite)
320 g di farina 00
1 bustina di lievito per dolci
1/2 cucchiaino di sale
2 cucchiaini di cannella
6 uova medie (o 5 grandi)
360 g di zucchero
300 ml di olio di semi di girasole
100 g di purea di mele
2 flaconcini di aroma alla vaniglia

Procedimento

Il trucco è preparare e dosare tutto prima di iniziare a preparare.
Le noci vanno tenute in forno per 7-8 minuti e poi tritate grossolanamente a mano o in un robot da cucina.
Analogamente per le carote, che una volta pulite andranno tritate con il robot piuttosto fini.
Montare per un paio di minuti le uova, poi aggiungere pian piano lo zucchero e far andare per altri 3-4 minuti.
Aggiungere l’olio a filo e l’aroma alla vaniglia.

In una scodella, mescolare per bene  la farina, il sale, la cannella e il lievito. Rallentare il robot e aggiungere il mix al composto.

Una  volta omogeneizzato il tutto, con una spatola incorporare le carote, le noci tritate e la purea di mele.

Versare in una teglia 25×35 imburrata e infarinata, e poi infornare per 35-40 minuti a 180° (per verificare la cottura, inserire uno stuzzicadenti nella torta: se non esce umido allora è cotta.

Lasciare raffreddare.

Per fare la composizione occorre fare due di queste torte.

La ricetta della ganache

Ingredienti

500 ml di panna fresca
400 g di cioccolato fondente
mezzo bicchierino di Cointreau

Procedimento

Grattuggiare il cioccolato.
Portare a bollore la panna e versare sul cioccolato, poi con una spatola di legno mescolare fino a scioglimento totale del cioccolato.
Aggiungere e incorporare il Cointreau.
Lasciare raffreddare a temperatura  ambiente (in frigo solidifica!)
Una volta fredda, montarla con uno sbattitore elettrico (attenzione: non aumenterà di volume come la panna montata: ci metterà di più e tenderà a diventare un po’ più voluminosa e un po’ più densa).

La composizione

Mettere la prima torta a testa in su, rivestire interamente di ganache, poi mettere la seconda torta capovolta e finire la copertura.
Decorare spolverando con farina al cocco colorata a piacere e lasciare in frigo un paio d’ore.

In questo modo la ganache diventerà più solida e terrà unita la torta. L’alternativa è non mettere in frigo, portare la torta in macchina e trovare all’arrivo i due strati scivolati uno sull’altro, dover riparare il danno in modo approssimativo e ritrovarvi il vassoio sporco come nella foto!

I Clementini

Buono!

Proprio un buon indirizzo all’ombra del Colosseo, dove è sempre difficile trovare locali che non siano turistici. “I Clementini” è un piccolo ristorante, una trentina di coperti al chiuso più altrettanti in un piccolo cortile interno, giusto di fronte alla basilica di San Clemente.

I gestori sono gentilissimi e simpatici, mentre il menu oscilla tra piatti tradizionali e trovate più creative, mantenendo sempre un ottimo equilibrio tra i sapori.

Come antipasti abbiamo preso un fritto misto vegetale croccante e asciutto al punto giusto, con una menzione d’onore per i fiori di zucca, davvero notevoli, e un piatto di mozzarella di bufala con bacon croccante e ridotta di aceto balsamico. Buona, buona, buona. Unire il bacon saltato in padella con la freschezza della mozzarella di bufala era un qualcosa che non avevo mai provato, un bel colpo! Continue reading “I Clementini”