Io, Paola e il 5 per mille all’AISM

Grazie alla stupenda foto di Stefigno, io e Paola siamo finiti nel video promozionale per la donazione del 5 per mille nella dichiarazione dei redditi all’Associazione Italiana per la Sclerosi Multipla.

Per saperne di più, basta visitare il sito www.aism.it o chiamare il numero 800094464. Nella dichiarazione dei redditi si dovrà firmare nel riquadro “Finanziamento agli enti della ricerca scientifica e dell’università” e inserire il codice FISM 95051730109.

Ecco il video, ci riconoscete?

Il Migliaccio

Il migliaccio è un dolce tipico del carnevale napoletano. Ma vuoi per mia ignoranza, vuoi perché l’aroma di fiori d’arancio lo associo indissolubilmente alla pastiera e alla Pasqua, è appunto a Pasqua che sono solito prepararlo.

L’esecuzione è semplicissima, si tratta essenzialmente di un dolce di semolino, ricotta e uova, e la ricetta qui di seguito è della mamma di Mary, una mia collega di quando lavoravo a Sanpaolo IMI.

La riporto così com’è. Forse un po’ di zucchero in più non guasta, ma anche così dà molta soddisfazione.

Ingredienti per il semolino:

150 gr. di semolino, 50 gr. di burro, ¾ di latte, 2 cucchiai abbondanti di zucchero, un pizzico di sale

Ingredienti per la ricotta:

500 gr. di ricotta (preferibilmente di pecora), 4 cucchiai abbondanti di zucchero, 4 uova intere e 2 tuorli, la buccia di 1 limone grattata, 1 fialetta di aroma “fior d’arancio”, un pizzico di cannella.

Lavorazione:

1° fase: Preparare il semolino nel seguente modo:

Portare ad ebollizione il latte con il burro, lo zucchero e un pizzico di sale; togliere un attimo dal fuoco e versare a pioggia il semolino mescolando con un cucchiaio (possibilmente di legno),  rimettere sulla fiamma bassa mescolando continuamente, fino a cottura del semolino (circa 4 o 5 minuti). Lasciare raffreddare.

2° fase:

Lavorare la ricotta con tutti gli altri ingradienti (tranne la fialetta) con il frullatore ad immersione, quindi aggiungere il semolino ormai quasi freddo e continuare a lavorare con il frullatore; assaggiare per verificare se è abbastanza dolce.

Alla fine aggiungere la fialetta, mescolare qualche secondo e versare in una teglia imburrata ed infarinata di media grandezza.

Infornare a 170° per circa 45 minuti o finchè la superficie diventi dorata. Spegnere e lasciare raffreddare in forno.

Servire con zucchero a velo, spolverato al momento.

P.S.: prima di infornare, metter sulla superficie dei piccoli fiocchetti di burro.

Si possono aggiungere all’impasto anche pinoli e uva passa.

Jefe Restaurant – Il Trattorante

ECCEZIONALE!!!

Segnatevi questo ristorante-trattoria e andate a provarlo prima che diventi davvero di moda.

Ci troviamo nel quartiere di Isola Sacra, a due passi dall’aeroporto di Fiumicino. E’ qui che Sergio (il ‘Jefe’, lo ‘chef’, che proprio su queste pagine aveva segnalato “in incognito” il locale) e Luana hanno aperto da pochi mesi una piccola e semplice trattoria-ristorante (il soprannome del locale è infatti “Trattorante”) di circa 40 posti a sedere, la cui cucina è estremamente radicata sul territorio. La filosofia è infatti quella di proporre piatti i cui ingredienti provengono principalmente dalle zone limitrofe, e questo significa trovare pesce fresco tutti i giorni (quale? Non si può dire, dipende da cosa viene trovato al Mercato del Pesce di Fiumicino il pomeriggio stesso), carne di Maccarese, verdure delle tenute di Torrimpietra e così via. I prezzi riescono ad essere relativamente bassi proprio perché la fornitura avviene saltando la filiera della distribuzione tradizionale. Di fatto, si può parlare di ristorante a km zero.

Ma al di là della filosofia e dell’impostazione economica, quello che ci ha entusiasmato sono il calore e la passione dei proprietari, e soprattutto la cucina, di una prelibatezza fuori dal comune. Continue reading “Jefe Restaurant – Il Trattorante”

Flame – Il ristorante di Flavia Vento

Cioè, capito no? Ieri avemo mangiato al ristorante de Flavia Vento. FLAVIA VENTO. Cioè, non so se mi spiego!

Però mannaggia, nun ce stava.  Io me penzavo che si annavo ce stava lei tipo alla cassa, o magari sotto la cassa, dentro ‘na teca de vetro. E invece gnente. Nun ce stava. Ce so’ rimasto male!

Vabbè, la verità è che non lo sapevo che il ristorante era della Vento, anzi, io il ristorante lo conoscevo come “Mangiafuoco”. Poi quando abbiamo chiamato per prenotare ci hanno detto che si erano rinnovati ma la gestione era la staessa. Tacendoci così il dettaglio fondamentale: la proprietà. Qui e qui trovate le “prove”, ottenute grazie alle doti invesigative di Signora Maria. Continue reading “Flame – Il ristorante di Flavia Vento”

Dragon Trainer

Lunedì sera sono stato tra i fortunati a partecipare all’evento organizzato da Universal e dalle ragazze di GGD Roma: la proiezione di Dragon Trainer 3D nella sede della Universal.
Il film, preceduto da un’interessante introduzione alla tecnologia 3D tenuta da Davide della Casa di Screenweek, è gustoso e godibilissimo, al di là degli effetti speciali.
La storia la potete leggere ovunque in Rete, quello che vi voglio dare qui è la mia sensazione: sono quasi due ore di puro entertainment, durante le quali, e ultimamente mi capita pochissimo, sono riuscito a staccare completamente la spina pur senza spegnere il cervello.
Insomma, fosse anche solo per questo, per non parlare dei draghi, dei vichinghi, delle spacconate e dell’umorismo strisciante, vi consiglio vivamente di andarlo a vedere!

Enosteria

UPDATE!

Enosteria da qualche tempo ha chiuso. Lasciamo la recensione ad uso e consumo dei posteri.

Al posto di Enosteria ha aperto un nuovo locale con una nuova gestione: La tana del Gusto. I nostri migliori auguri ai proprietari!

 

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Enosteria, sulla Tuscolana all’altezza di Via Giulio Agricola, è un indirizzo da tenere a mente se ci si trova in zona.

Siamo andati a provarla incuriositi dalle lodi intessute da un nostro amico, assiduo frequentatore, nei confronti della carbonara di pesce. Ne siamo usciti con la certezza di aver trovato un buon ristorante di pesce (fanno anche carne, ma non l’abbiamo provata) da tenere presente per il futuro. Continue reading “Enosteria”

Riso con verdure croccanti al wok

Ultimamente vado matto per questo piatto, semplicissimo da preparare, a patto di aere la pazienza di fare le verdure a cubettini piccolissimi. Solo così, infatti, è possibile cuocere velocemente nel wok e tenere il tutto croccante e cotto al punto giusto.

Ingredienti (per due persone):

  • 160 g di riso Basmati
  • 2 carote medie
  • 1 zucchina grande
  • 1 peperone rosso piccolo
  • 1 scalogno
  • 1 scatoletta di germogli di soia
  • salsa di soia

Mettere l’acqua per il riso a bollire, nel frattempo lavare le verdure e tagliarle a cubettini piccolissimi.

Nel frattempo, l’acqua inizierà a bollire. Aggiungere il sale e versare il riso, che non andrà mai toccato. Cuocere per 7 minuti.

Negli stessi 7 minuti, riscaldare dell’olio nel wok e versare le verdure a cubettini. Rimestare più volte tenendo la fiamma alta.

Scolare il riso e versare nel wok aggiungendo soia a piacere (per i miei gusti, bastano tre cucchiai). Saltare il tutto per un minuto.

Impiattare e gustare!

Albaruja

Se da viale Marconi ci si dirige verso Porta Portese, appena oltrepassato il sottopasso ferroviario di piazza della Radio, quasi non lo si nota, nascosto dal muraglione della vecchia linea FS per Viterbo, in una costruzione bassa che si perde in mezzo ai palazzoni che caratterizzano (purtroppo) questo angolo di città. E devo dire che in 30 (e rotti) anni di vita trascorsi da queste parti, ci sono passato davanti migliaia di volte, senza mai entrare. Poi accade che qualcuno ti ci porti a cena e scopri che potevi anche svegliarti un po’ prima.

Albaruja è un ristorante di cucina sarda, in primis. Il menu è fortemente concentrato su tutto ciò che viene dal mare, pesce, molluschi, crostacei. Sautè di cozze e/o vongole, alici marinate, ostriche, polpo bollito (tenerissimo), come antipasti, accompagnati da una focaccia bianca appena sfornata. La scelta di primi prevede specialità sarde (pasta con bottarga, gnocchetti alla campidanese, spaghetti alla vernaccia) accanto a piatti più tipicamente romani (le classiche carbonara e amatriciana), tanto per non dimenticare che stiamo a 500 m da Trastevere e Testaccio. Secondi di carne e (soprattutto) di pesce, fra i quali vi segnalo un ottimo rombo al forno con patate. Dessert classici, il tiramisù è fatto in casa ed è discretamente “carico”. Continue reading “Albaruja”

Una cena leggera e tre nuove ricette: Spinaci-saltati-tipo-quelli-che-ho-preso-da-Palatium-e-non-ho-capito-perché-non-li-ho-mai-fatti-prima, Patate-al-crisp-alla-come-me-le-ha-dette-mia-madre-ma-io-poi-ho-cambiato-un-po’-la-ricetta-e-sono-venute-meglio, latticini-vari-di-cui-uno-con-un-nome-strano

Sempre in scia alla linea salutista che cerchiamo di tenere da quando siamo tornati da New York, ecco la cena di qualche sera fa.

In un unico piatto tre mini-ricette molto veloci, che hanno riempito le panze e ci hanno lasciato la coscienza pulita.

Più per mio promemoria che per altro, eccole qui:

Spinaci-saltati-tipo-quelli-che-ho-preso-da-Palatium-e-non-ho-capito-perché-non-li-ho-mai-fatti-prima

Sabato scorso ho portato Paola da Palatium, e ad accompagnare i saltimbocca alla romana (da provare!) c’erano degli “spinaci croccanti”. Sembravano solo saltati in padella con l’olio, ma erano squisiti, deliziosi.

Detto-fatto, ecco la ricetta che ho provato oramai più volte:

Ingredienti (per due persone)

  • 500 g di spinaci freschi
  • olio
  • sale

Lavare e asciugare gli spinaci (se non si ha tempo, vanno benissimo anche le buste di quarta gamma, con gli spinaci già lavati e pronti da mangiare).
In una padella capiente (perché all’inizio il volume è enorme) versare un filo d’olio e riscaldare. Poi, versare gli spinaci e cuocere per circa 10 minuti, girando di tanto in tanto con una paletta di legno. Sul finire della cottura, salare a piacere. Se non si è a dieta, per l’olio vale il concetto:  “più ce ne metti, più buono viene il piatto”.

Patate-al-crisp-alla-come-me-le-ha-dette-mia-madre-ma-io-poi-ho-cambiato-un-po’-la-ricetta-e-sono-venute-meglio

Qui siamo a una ricetta da corso avanzato di microonde.

Ingredienti

  • 300 g di patate piccole
  • un forno a microonde con la funzione crisp

Lavate le patate, asciugatele, bucatele con una forchetta e mettetele a cuocere al crisp, preriscaldato 3 minuti, per circa 10 minuti. E’ una preparazione analoga a quella delle baked potato al microonde, salvo il fatto che il crisp tende ad arrostire, e l’usare patate piccole rende il processo molto più breve. Si mangiano aprendole e aggiungendo sale o formaggi, possibilmente leggeri.

Latticini-vari-di-cui-uno-con-un-nome-strano

Questa parte la metto solo per completare la descrizione del piatto in foto. Abbiamo infatti affiancato a patate e spinaci 200 grammi a testa di ricotta di bufala e un paio di fette di caciotta stracchinata. Ora, confesso la mia ignoranza, la caciotta stracchinata proprio non la conoscevo, ma è stata una piacevole sorpresa. Come dice il nome è a metà tra una caciotta, di cui ha la forma e lo stracchino, da cui eredita il gusto acidulo. La consistenza è densa, al limite dello spalmabile. Si sposa divinamente con le patate di cui sopra.

Gallo Brillo

Non vedevo Eleonora (che scrive su SecondoMe con il nick forfri) da tanto, troppo tempo. Bisognava rimediare, e già che ci trovavamo abbiamo deciso di provare un nuovo (per noi) locale: il Gallo Brillo in viale delle Milizie, nel quartiere Prati.
Il Gallo Brillo si propone come un ristorante-trattoria con cucina romana e casereccia. Confermo il fatto che la cucina sia casereccia, aggiungerei un po’ troppo casereccia, casalinga: i piatti che abbiamo provato, infatti, erano in parte ottimi e in parte pesantemente sbilanciati, anzi proprio sbagliati (almeno per i nostri gusti), dando l’impressione di una gestione “casalinga” della Cucina. Anche la gestione della sala, inoltre, è stata abbastanza approssimativa.