Ziro Bar and Restaurant

ATTENZIONE: da qualche tempo Ziro Bar & Restaurant ha chiuso a causa di alcuni contrasti che hanno finito per travolgere l’intero locale. E’ un vero peccato, perché era un progetto davvero interessante e ben avviato. Ora lo chef Giuseppe Ruotolo lo trovate a Cava de’ Tirreni, al ristorante L’Accartocciato.
Nel fare un in bocca al lupo a loro due e a tutta la brgata di cucina, in segno di omaggio a Ziro lascio qui di seguito la recensione originaria.
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Mexico al 104

Attenzione, il ristorante “Mexico al 104” non esiste più. Come vedete nei commenti qui sotto, c’è una nuova gestione, il nuovo nome è “Al 104” (www.al104.com) e non fa più cucina messicana ma mediterranea.
La seguente recensione è quindi obsoleta.

Mexico al 104, come suggerisce il nome, è un minuscolo ristorante di cucina messicana situato al quartiere Monti vicino alla fermata della metropolitana Cavour. Pertanto mettetevi l’anima in pace per il parcheggio! Sempre che non raggiungiate il luogo in motorino. Ma se non lo raggiungete è meglio.
Siamo uscite totalmente insoddisfatte, in modo particolare io, non per puro autocentrismo, ma perchè agognavo questa serata da tanto tempo: sono riuscita finalmente a mettere insieme 4 amiche contemporaneamente (era da tempo che ci provavo) e anche perchè, considerata la mia dieta che dura ormai da 4 settimane, volevo riservarmi una bella mangiata piccante, grassa e saporita. Sono stata accontentata solo nei primi due punti, di sapore, infatti ce n’era ben poco nonostante i condimenti abbondanti. Ma andiamo nel dettaglio.
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Le rivelazioni del web 2007

Yahoo! Le Rivelazioni del Web 2007 - CandidatoVenghino, Siori, Venghino!
Nuntio vobis gaudium magnum: SecondoMe.com è stato scelto da Yahoo! Italia tra i cinque finalisti del concorso Le rivelazioni del web 2007, nella categoria Cucina.

Non sto neppure a raccontarvi che enorme soddisfazione è stata anche solo la nomination, dopo tanta fatica nell’ottimizzare, nell’immaginare e nel capire ciò che è utile e ciò che è inutile. E il bello è che rimane ancora tantissimo da fare, le idee sono molte anche se il tempo per realizzarle purtroppo è quello che è.

Ed ora?
Ed ora VOTATE, VOTATE, VOTATE!

Quello che è sicuro è che, a prescindere dal risultato, oggi inizia il lavoro per “Le promesse del web 2008”, per “Le conferme del web 2009” e per “Le affermazioni del web 2010”. Per la conquista del mondo, ci attrezzeremo più avanti.

Hasekura

Questo ristorante gestito da una coppia italo(lei)-giapponese(lui), quest’ ultimo con un ottimo curriculum da chef, si trova nel cuore della capitale, nel quartiere Monti.
Il locale ha delle dimensioni veramente ridotte e chi lo approccia per la prima volta “esteticamente” non capisce che di Giapponese tradizionale si tratta. I puristi dell’occhio storceranno il naso per lo spazio stretto e l’arredamento semplice, ma sedetevi ed andate oltre a saggiare la cucina.
Questo ristorante ha un eccellente grado di qualità per le zuppe di Miso, tofu, ecc che raramente troverete nella capitale; eccellenti anche gli antipasti tradizionali: assente il sapore di dado, assente l’abbondanza di sale, assente il forte sapore di aceto. La parte del pesce è ottima nella pulizia, taglio, freschezza e soprattutto tipologia; il riso è sublime nella consistenza, grandezza, freschezza e cottura.
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T-Bone Station

C’è che quando mio padre si fissa con un posto, succede che ti porta sempre lì…
Non so come, non so quando, ha provato la T-Bone Station per la prima volta, fatto sta che ormai è meta fissa quando decide di offrire il pranzo domenicale.
E tutto sommato, non ci si può davvero lamentare.
A Roma ce ne sono 4 di questi ristoranti, a Trastevere vicino piazza Trilussa, a via Crispi (traversa del Tritone), a via Flaminia, altezza corso Francia e a Casal Palocco. I locali sono abbastanza diversi fra loro, come stile e dimensioni (unica cosa in comune la difficoltà a parcheggiare): tavoloni in legno, panche e stile “western” a via Crispi, più “fighetto” a Trastevere e via Flaminia (mai stato a Casal Palocco). I menu invece sono identici, come ci si aspetta in catene di questo tipo.
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Tatà

…E arrivò la recensione!
La serata è stata stupenda: alla fine eravamo oltre 60 persone, abbiamo occupato quasi metà dei posti disponibili e l’atmosfera è stata assolutamente conviviale, divertente e allegra.

Confermo quanto detto nelle prime osservazioni su questa pizzeria-ristorante (praticamente l’unica degna di questo nome nei pressi del Palazzo dei Congressi all’EUR) sia quanto riguarda l’ambiente, con un allestimento molto curato, sia per quanto riguarda la qualità dei piatti, discreta, accettabile.

Per il resto c’è un chiaro molto chiaro ed uno scuro abbastanza scuro.

Il chiaro: gestire oltre 60 persone in un ristorante non è semplice. Anzi. Ho visto locali creare molti più problemi per molte meno persone. E invece da Tatà siamo stati trattati superbamente, con una professionalità eccezionale.
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Hamasei

Ecco il ristorante fatto tradizione, dove si ascolta e si sente l’odore del sol levante. Il primo ristorante tradizionale giapponese aperto all’inizio degli anni ‘70 nella capitale e filiale del quartier generale di Tokyo (Asakusa). Il locale arredato in stile “minimal design” è suddiviso in 4 parti; un sushi bar per appetiti veloci, una sala tatami, e due mega aree di tavoli a sedere. L’ultima di questa aree è stata inagurata recentemente annettendo il locale successivo ed estendendo di fatto le dimensioni del già grande locale. Giunti nell’area di entrata (hall) il personale di sala in stile nipponico vi accoglierà per farvi sedere o prenotare il posto con la famigerata cortesia. I piatti forti del locale sono sicuramente 4: il sushi di ottimo livello, la tempura eccellente, lo shabu shabu ed il teppanyaki (al piatto) veramente buoni. Continue reading “Hamasei”

La ‘nduja 3

“La ’nduja 3” è l’ultimo arrivato (febbraio 2007) della catena “La ’nduja”, attiva con successo da anni nella zona est di Roma.
Il ristorante si compone di due ampie sale, con capienza totale di circa 200 coperti, l’atmosfera è allegra, pareti giallo oro con decori blu e ornamenti che ricordano la Calabria (regione caratterizzante i menu, ma forse si era intuito…)
Il ristorante è una pizzeria – bisteccheria – griglieria, può accontentare tutti i gusti. Chi ha frequentato “Al peperoncino” di via Ostiense, noterà una forte somiglianza con “La ’nduja 3”, per menu, qualità e prezzi, con più coperti a disposizione. Come antipasti, oltre ai classici fritti (supplì, fiori di zucca, olive ascolane), le bruschette miste (provate quella con la ‘nduja), le pizzelle ripiene, ma anche vassoi di affettati e insaccati calabresi, formaggi, focacce, spiedini di calamari, scamorze alla piastra con prosciutto o speck (porzioni molto abbondanti, fare attenzione).
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Zen Sushi

note sulla chiusura: chiuso anche Sabato a pranzo

Il locale, nel quartiere Prati, si trova a due passi dalla fermata Lepanto. All’entrata colpisce subito lo stile “minimal” dell’arredamento, che, per i più smaliziati, si avvicina molto allo stile ristoranti in “minimal design” di Tokyo. Luci ben proporzionali, musica in background soffusa, un kaitensushi ben posizionato con spazio ben aggregato per sedersi, pulito, luminoso e nuovo. I camerieri che noi abbiamo trovato erano giapponesi, efficenti, veloci e cortesi nel servizio. Il cuoco a cui ci siamo piazzati di lato ha preparato anche su richiesta sushi e californian’ rolls, ottime le varietà dei piatti. Continue reading “Zen Sushi”

Al Ristoro degli Angeli (dall’ostessa garbata)

Quanto mi piace la Garbatella! Pare di stare in un’altra città, o meglio in un paese, con le viuzze strette, le palazzine rosse con cortile ma senza balconi (i famosi “Lotti”), le botteghe, le insegne degli Enti sulle facciate dei palazzoni dall’architettura severa. Al pari di Trastevere e Testaccio, è considerato uno degli ultimi baluardi della romanità verace, e per questo sta diventando sempre più luogo “in” (basta andarsi a vedere quanto costano le case… brrr!).
Non divaghiamo però. Su una delle piazze storiche della Garbatella, di fronte al Palladium, troviamo questa osteria: “Al Ristoro degli Angeli” (dall’ostessa garbata). Il locale si trova sotto il porticato dell’ex Ente Comunale di Consumo, ed è una vera sorpresa.
A differenza delle trattorie romanesche della zona, non troviamo tovaglie di carta a quadrettoni e bicchieri svasati, e nemmeno trippa, coratella e abbacchio. O almeno non solo e non sempre.
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